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magen villa venier

60° Anniversario della chiusura dell'ultimo Campo di Concentramento del Veneto

“Le tenebre si sono diradate, la luce è apparsa”
21 luglio 2004 – Vo' Euganeo (PD) – Villa Venier


Intervento del presidente dell'Associazione Evangelici d'Italia per Israele: past. Ivan Basana


AI POLITICI

Commemorare delle persone straziate ad Auschwitz e transitate per le nostre terre potrebbe rappresentare un inconsapevole atto per tacitare la ns. coscienza; invece questa può esser l'occasione per ribadire che il ns. interesse non è tanto per gli ebrei morti ma per quelli vivi. Il popolo di Israele è resuscitato dopo 3... anni (1945 - 1948): il 14 maggio in un sol giorno nasce lo Stato d'Israele, ne parlava già il profeta Isaia al cap. 66, inoltre nel 1967 si è avuto il compimento della parola in Luca 21:24, "Gerusalemme sarà calpestata dai gentili, finchè i tempi dei gentili saranno compiuti" e per la prima volta Gerusalemme è tornata sotto il governo e l'amministrazione degli Ebrei e da allora è rimasta così e a mio parere ci rimarrà. Inoltre questo atto commemorativo persegue un altro obbiettivo piu' attuale, pratico, legato all'informazione: crediamo che Israele sia stato malamente ritratto dai media. Non solo Israele è stato screditato dalla stampa mondiale, ma, cosa ancor piu' grave, il suo valore di unica società libera e democratica del Medio-Oriente non è stato riportato al pubblico su larga scala. La democrazia di Israele è nata dalla Shoah e il ricordarla ci porta anche a difendere posizioni impopolari pur di salvare preziose vite umane.


ALLE COMUNITA' EBRAICHE

Presso gli ebrei, grande è il rispetto e la memoria che ancor oggi sono tributati a quanti hanno fatto gesti decisivi per salvare il permanere di Israele nella storia. La Mishnah arriva a dire che "chi salva la vita a una sola persona in Israele, è come se avesse salvato la vita al mondo intero". Al termine della Shoah, fu coniata l'espressione ebraica chasidè ummot ha-'olam, giusti tra le genti della terra, ricordàti con un albero loro intitolato lungo il "viale dei giusti" sulla collina del memoriale di Gerusalemme. Questo ricordo tributato ai giusti tra le genti affonda le proprie radici nella teologia del Primo Testamento e dell'ebraismo rabbinico. La Torah ricorda un'alleanza stabilita da Dio con Noè, e attraverso di lui con l'umanità tutta. Il Talmud sintetizza lapidariamente "i giusti di tutte le nazioni hanno parte al mondo futuro". E così ammonisce un bellissimo passo midrashico:

Si legge in Isaia: "Aprite le porte: entri la nazione giusta e fedele" (Is 26:2); il profeta non dice: entrino i sacerdoti, i leviti o i figli d'Israele, ma ordina di aprire le porte alla nazione giusta e fedele, foss'anche pagana. Ancora leggiamo nei salmi: "La tua bontà o Eterno sia con i buoni" Salmo 125:4; il poeta ispirato non si limita a implorare la bontà divina per i sacerdoti e i figli d'Israele, ma per gli uomini virtuosi di tutte le nazioni. Da ciò deduciamo che un pagano virtuoso ha altrettanti meriti di un sommo sacerdote discendente di Aronne.

Qui oggi ricordiamo 634 ebrei deportati di cui 47 internati a Vò, ma in questa ricerca abbiamo incontrato storie di centinaia di ebrei salvati da gente comune, anonima, come lo era stato Perlasca per tanti anni.


ivan basana ALLE COMUNITA' CRISTIANE

Come cristiani dovremmo ricordarci che la Prima Alleanza non è stata revocata (Rom 9:6 e versi seguenti): Israele permane nella storia, come ormai molti cristiani sono giunti a riconoscere dopo secoli in cui era prevalsa una "teologia della sostituzione" di Israele da parte della chiesa.
La ns. presenza qui testimonia l'importanza di una nuova relazione con il mondo ebraico evidenziando in Israele la radice del Cristianesimo e nella Chiesa il ramo innestato in questo ulivo naturale. Dobbiamo comprendere il cristianesimo da una prospettiva ebraica, persa nel corso dei secoli per le infiltrazioni di culture estranee e in antitesi al contesto biblico.

Scriveva all'inizio del '900 una grande poetessa russa, Marina Cvetaeva, in una poesia intitolata AGLI EBREI:

Chi non t'ha calpestato - e chi non t'ha bruciato, cespuglio di incombustibili rose!

Unica cosa incrollabile che il Cristo ha lasciato dietro di sè sulla terra.

Israele! Si avvicina un secondo tuo dominio. Per tutti i centesimi voi col sangue ci avete pagati: Eroi! traditori-profeti-mercanti!

In ciascuno di voi, anche in colui che conta a lume di candela le monete d'oro nel sacchetto, Cristo piu' forte parla che non in Marco, in Matteo, in Giovanni e in Luca.

Per tutta la terra -da un capo all'altro- crocefissione e deposizione dalla croce.

Con l'ultimo dei tuoi figli, Israele, in verità seppelliremo il Cristo!

Perseguitando Israele, abbiamo perseguitato Cristo. La memoria delle sofferenze inferte dai cristiani agli ebrei lungo la storia può aiutarci a comprendere come in tali sofferenze è il Cristo stesso, il Servo sofferente di JHWH, a patire in solidarietà col suo popolo.

Dette queste cose, capiamo bene perchè l'oblio sia davvero il male piu' grande. Non possiamo non ricordare, anche se la memoria è difficile e dolorosa! Essa è tuttavia condizione necessaria per avvicinarsi alla conversione che Cristo ha portato per tutti gli uomini morendo sulla croce, "mentre eravamo peccatori".