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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (273)

Firenze XXIX Congresso della Federazione delle Associazioni Italia Israele

Il 10 e l’11 novembre 2018 si è svolto a Firenze il XXIX Congresso della Federazione delle Associazioni Italia Israele.

Tra i vari interventi, c’è stato quello del_rappresentante in Italia del KKL signor Sergio Castelbolognesi  Il Keren Kayemeth LeIsrael è la più antica organizzazione ecologica al  mondo. Fondata nel 1901, da oltre un secolo la sua missione è lo sviluppo, la bonifica e il rimboschimento della Terra di Israele. Il suo know-how e lo sfruttamento delle risorse esistenti hanno trasformato zone desertiche in meravigliose terre  verdi

https://www.kklitalia.it/

Il signor Castelbolognesi che ci ha comunicato molte cose interessanti tra cui quelle che riporto qui di  seguito. Oggi in Israele ci sono 160 mila ettari di boschi. Alla nascita dello stato, il Paese era desertico per il 70% Israele ha una fattiva collaborazione con Paesi che hanno parti rilevanti del loro territorio con deserti estesi con la finalità di aiutarli ad avere risultati agricoli migliori. Dalla nascita del KKL , sono stati piantati 250 milioni di alberi.

Israele è l’unico Paese al mondo ad avere più alberi di quando è nato 110 milioni di tonnellate di anidride carbonica catturati. Più di 220 bacini idrici nel Paese. 80% di acque reflue sono recuperate ed usate  in agricoltura. Sono stati bonificati fiumi e corsi d’acqua abbandonati , ristabilendo flora e fauna.

Il lago Hula https://new.goisrael.com/it/article/1273

è uno dei dieci principali siti di birdwatching del mondo ed è stato proposto come sito del  Patrimonio dell’Umanità.  Il KKL collabora con FAO e ONU per migliorare la possibilità di aumentare la produzione agricola.

Recentemente sono state piantate 27 querce in ricordo dei 27 magistrati italiani uccisi da terrorismo e mafia. In nessun Paese sono stati uccisi così tanti magistrati ed Israele è l’unico Paese al  mondo ad averli ricordati in questo modo! E’ stata dedicata una foresta al Cardinale Martini, grande amico d’Israele. 

Per i progetti del KKL potete visitare

https://www.kklitalia.it/progetti/ 

E’ stata dedicata una pista ciclabile di 14 km nella foresta di  Haruvithhttps

www.kklitalia.it/2018/03/haruvit-pista-ciclabile-israele-onore-gino-bartali/ in onore del Giusto tra le Nazioni Giulio Bartali

Dal KKL vengono tenuti corsi di formazione e approfondimento per i giovani che vivono in città periferiche. Rifugi mobili in Golan per salvare i civili a nascondersi velocemente durante i bombardamenti da Gaza

www.kklitalia.it/progetti/emergenza-golan-rifugi-mobili-del-kkl-salvare-civili/

Nuove opportunità alle giovani coppie che si occupano di agricoltura.  Nel corso degli anni, il KKL ha reso possibile la realizzazione di numerosi progetti volti a far crescere e prosperare questa comunità che vive al confine del deserto. Questi prevedono la preparazione di  terreni per la costruzione di case e per la coltivazione agricola, le serre, i campi sportivi e le iniziative turistiche. Inoltre, è stata realizzata un’infrastruttura per impedire che potenti alluvioni improvvise distruggano l’area

https://www.kklitalia.it/progetti/paran/

Spazi verdi e sicuri nelle vicinanze delle scuole al confine con Gaza  attrezzati con rifugi sicuri. L’Ospedale Alyn di Gerusalemme è il più importante Centro di Riabilitazione pediatrico e per adolescenti in Israele: una delle più autorevoli strutture mondiali per la riabilitazione attiva ed > intensiva dei bambini disabili che soffrono di una vasta gamma di affezioni congenite, per postumi di incidenti stradali, domestici, di attentati terroristici e ciò indipendentemente dalla loro origine etnica o credo religioso. L’area verde del reparto di fisioterapia e  terapia occupazionale è stato trasformato, grazie al sostegno del KKL, in una vera e propria palestra a cielo aperto dove i pazienti potranno migliorare le loro abilità attraverso diverse attività, tra cui anche il giardinaggio, superando alcuni ostacoli che si troveranno ad affrontare poi, una volta dimessi https://www.kklitalia.it/progetti/alyn/ 

Questa paginetta è il risultato dei miei appunti durante la conferenza del signor Castelbolognesi. Non ha certo pretese letterarie, ma spero  che chiunque la riceva, voglia inoltrarla al maggior numero di persone  per far conoscere una parte del tanto di positivo che c’è in questo  tanto ingiustamente vituperato Paese.

  Relazione di Chicca Scarabello di KKL

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ECI si appella alla UE perché condanni in modo inequivocabile gli attacchi terroristici di Hamas contro Israele

Bruxelles, 13 novembre 2018

Hamas, che è internazionalmente riconosciuto come gruppo terroristico, ha lanciato da Gaza più di 400 missili verso Israele, nelle ultime ventiquattro ore in quello che le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno definito il più grande bombardamento di sempre nel sud del paese in un singolo giorno. I razzi hanno puntato deliberatamente contro i civili, incluso asili, scuole ed ospedali con il fine ultimo di terrorizzare gli israeliani, causando più danni e morti possibile. In una dichiarazione, martedì pomeriggio, il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ha chiesto agli stati membri dell’Unione Europea di condannare in modo inequivocabile gli attacchi terroristici e di usare tutti i mezzi possibili per mettere pressione sui capi di Hamas perché cessino immediatamente il lancio dei razzi. “Non c’è che un unico scopo, quello che porta i civili israeliani, vecchi e bambini inclusi, a scappare per salvarsi dai missili e dai razzi. Gli attacchi terroristici di Hamas contro i civili israeliani devono cessare una volta per tutte; i leader di Hamas dovrebbero capire che un attacco contro i civili israeliani è un attacco contro l’intero mondo libero. Ottant’anni dopo la notte dei cristalli, l’Unione Europea dovrebbe dire, chiaro e forte, che gli ebrei hanno il diritto di vivere in pace e sicurezza non solo in tutta Europa ma anche entro i confini dello stato di Israele. La vita dei civili ebrei di Ashkelon e Sderot è preziosa come a Bruxelles e Copenaghen” ha affermato Sandell.

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ECI esprime il proprio cordoglio per le vittime di Pittsburgh - non ci sono scuse per il massacro nella sinagoga

EDIPI si accumuna a ECI esprimendo l'identico cordoglio per le vittime di Pittsburgh; non ci sono scuse per il massacro nella sinagoga.

Mosca, 29 ottobre 2018

– Non ci sono scuse per la barbara sparatoria di sabato scorso nella sinagoga “Albero della Vita” di Pittsburgh nella quale sono morte undici persone, ha dichiarato il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell, a Mosca, il giorno prima dell’apertura della seconda Conferenza Internazionale per combattere l’antisemitismo, la xenofobia ed il razzismo, evento organizzato dal Congresso Ebraico Russo. “Ogni tentativo di comprendere, giustificare o razionalizzare ciò che ha mosso il killer oppure puntare il dito contro i nemici politici per questo tragico massacro è un attacco alla memoria delle vittime ed un’indiretta legittimazione dell’antisemitismo. Oggi gli estremismi ideologici sono accomunati da un unico soggetto: la loro ossessione e l’odio contro gli ebrei. Mentre alcuni esponenti dell’estrema destra danno la colpa del massacro al presidente USA per il suo eccessivo atteggiamento di amicizia verso lo stato d’Israele, i radicali dell’estrema sinistra accusano il primo ministro israeliano di accendere la violenza contro gli ebrei americani con la sua politica nel Medio Oriente ed il presidente americano con la sua politica interna. Queste accuse sono altamente fuorvianti e pericolose.

Accettando queste accuse od altre giustificazioni, per l’uccisione degli ebrei, cadiamo anche noi nell’antisemitismo”. “Questo non è il momento di puntare il dito ma quello di essere uniti nel combattere l’antisemitismo e l’odio. I nostri cuori, i pensieri e le preghiere sono per la comunità ebraica americana e specialmente per le famiglie delle vittime della sinagoga Albero della Vita di Pittsburgh”. Sandell è stato invitato a Mosca per i due giorni della conferenza dal Congresso Ebraico Russo.

Il tema della conferenza “Proteggere il futuro” è stato quanto mai appropriato, dopo la strage di Pittsburgh. Tra i soggetti da trattare c’erano “l’antisemitismo, il razzismo e la xenofobia in internet”, “il ruolo della religione nel combattere l’antisemitismo, il razzismo e la xenofobia” e “La cultura e l’istruzione come mezzo per combattere l’antisemitismo, il razzismo e la xenofobia”. Tra gli oratori erano presenti l’ambasciatore Ronald Lauder, presidente del congresso ebraico mondiale, il rabbino capo di Russia, Berl Lazar, il presidente della conferenza europea dei rabbini e rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschimidt, il viceministro degli esteri russo *Sergey Vershinin* ed altri settanta tra accademici, leader governativi e religiosi e diplomatici.

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Report Convegno EDIPI di Biella

Convegno a Biella - sabato 13 ottobre

CONVINTI che Dio ha assegnato per sempre ai figli di Giacobbe la Terra Promessa, in attesa della completa restaurazione di Israele

Il Convegno si è tenuto nella bella sala dell’Auditorium della Città Studi di Biella e, dopo una breve introduzione del fratello Giovanni Giardino sul tema e la dinamica del Convegno e il contributo musicale del Gruppo Lode, ha preso la parola il Past. Corrado Maggia che ha aperto il suo intervento dichiarando che molti sono quelli che amano Israele ….. ma, nel guardare le molte sedie vuote dell’Auditorium, con rammarico ha sottolineato che molti di coloro che sostengono di amare Israele non hanno ancora capito bene cosa significhi. Ed entrando - come è nel suo stile - in modo diretto nel tema del Convegno, il Past. Maggia ha chiesto

“Perché siamo convinti che Israele abbia questo tipo di chiamata?”

Perché è l’unica democrazia del Medio Oriente?

O c’è qualche altra ragione che trascende la realtà presente?

Un esempio: sappiamo che l’ONU prende sempre più posizione contro Israele; ma noi non prendiamo posizione a favore o contro per ragioni politiche, noi abbiamo una sola ragione per cui siamo convinti che la terra di Israele appartenga ai figli di Giacobbe, così come il titolo dato al Convegno afferma; infatti chi può dire l’ultima e autorevole parola riguardo a chi debba appartenere la Terra Promessa? Colui che l’ha data per primo, cioè Dio!

Dio chiama “il mio Paese” parlando della terra di Israele, quindi Dio si identifica in modo speciale con la Sua terra e queste sono parole forti nelle quali noi crediamo, afferma Corrado Maggia. Dio ha parlato, Dio ha dato e noi crediamo, punto e basta. In ben 48 versetti della Bibbia Dio conferma l’atto di proprietà della terra di Canaan da parte del popolo d’Israele; in tre di questi versetti è esplicitamente affermato che la terra è stata data ad Israele con un patto eterno ed è sua proprietà per sempre (Ge.17:7-8; 1Cr.16:15-16; Sl.105:5). Dio stabilì il patto con Abrahamo, lo rinnovò con Isacco e Giacobbe e con tutti i loro discendenti. “Stabilirò il mio patto fra me e i tuoi discendenti: è un patto eterno” . In Genesi 15:8 è scritto che Dio “fece un patto con Abrahmo”. Il verbo “fece” traduce l’ebraico karat, che significa “tagliare”. Il Signore ordinò ad Abramo di uccidere e dividere a metà degli animali e fece disporre le due metà una di fronte all’altra, lasciando uno spazio nel mezzo. Nel simbolismo orientale i pezzi degli animali divisi rappresentano le persone che stanno facendo un patto tra di loro e l’atto del passare in mezzo ad essi significa stabilire il patto. Al tramonto, dopo aver fatto scendere un sonno profondo su Abrahamo, il Signore passò in mezzo agli animali divisi in una fornace ardente e in un fuoco fiammeggiante, che gli scritti ebraici definiscono shekinah. Dio firmò così il patto e ciò significa che il patto è unilaterale e incondizionato in quanto Abrahamo non è passato nel mezzo. Israele tornerà al Signore negli ultimi tempi e infatti l’apostolo Palo afferma che “Agli Israeliti appartengono l’adozione, la gloria, i patti, la legislazione, il servizio sacro, le promesse (Ro 9:4). Quindi la terra non è negoziabile, infatti la terra ha anche un ruolo profetico per il futuro: perché se Israele non si converte, il Messia non torna e il nostro compito primario dovrebbe essere quello di invocare il suo ritorno avvicinandoci a tutto ciò che riguarda Israele e il suo popolo. In Geremia 31:7 Israele è definito “il capo delle nazioni”: “Infatti così parla il Signore: Innalzate canti di gioia per Giacobbe, prorompete in grida, per il capo delle nazioni; fate udire le vostre lodi, e dite: "Signore, salva il tuo popolo, il residuo d'Israele!”. Agli occhi di Dio Israele è la più importante delle nazioni e nel futuro Regno Messianico è destinata ad avere un ruolo di preminenza su di esse. La nostra preghiera incessante dovrebbe essere quella indicata da Dio stesso in Geremia: SIGNORE SALVA IL TUO POPOLO, IL RESIDUO DI ISRAELE.

A conclusione del suo intervento il Past. Corrado Maggia ha brevemente ricordato che il ritorno di Israele nella sua terra è opera di Dio, anche se lo strumento umano è stato il Movimento Sionista. La restaurazione di Israele, secondo i Profeti Ezechiele, Geremia, Isaia è in due fasi:

1° Fase Restaurazione fisica, geografica e politica del popolo di Israele

2° Fase Restaurazione spirituale al Dio di Israele, conversione di Israele a Yeshua, il Messia

Per quanto riguarda poi il tempo in cui Israele rimarrà nella sua terra, la scrittura afferma: PER SEMPRE! Lo troviamo in Amos 9:14-15; in Isaia 60:21; in Geremia 24:6; e in Ezechiele 37:25.

Il Past. Corrado Maggia ha lasciato spazio alle domande che hanno riguardato la ricostruzione del Tempio a Gerusalemme e il ripristino dei sacrifici di animali, alle quali è stato spiegato che avranno funzione di “memoriale”, simile a quello che la Chiesa osserva con la Santa Cena. I sacrifici animali costituiranno il ricordo visibile dell’efficacia dell’opera di Cristo sulla croce, senza aggiungere né togliere nulla ad essa. Leone Tolstoj nel 1897 scrisse: che cos’è un Giudeo? “Il giudeo è eterno come l’eternità stessa” E noi possiamo dedurne che la domanda non è così strana come sembra perché se il giudeo è eterno anche Israele è eterna perché non può essere distrutta come nazione e anche Mark Twain scrisse “…… tutte le cose sono mortali, tranne i Giudei!” e il Profeta Isaia conferma le conclusioni dei due scrittori (Is. 66:21-22).

 

La sessione pomeridiana si è aperta con l’intervento del Past. Ivan Basana, Presidente di Evangelici d’Italia per Israele, che ha affrontato il tema “Implicazioni di carattere geopolitico al tema e loro lettura spirituale”, ovvero cercare di dare un significato spirituale a ciò che stiamo vivendo, soprattutto nell’ambito politico. Parlare di politica può sembrare ad alcuni “poco spirituale” ma serve per capire che tutto quello che succede – anche a livello politico – è sotto il controllo di Dio e non dobbiamo avere paura di fare analisi storiche. Il secolo nel quale viviamo è il più decisivo e dobbiamo considerare che tutto quello che succede ha un significato perché comporterà un coinvolgimento sempre più importante nei confronti della Chiesa e di Israele. Per esempio, la dichiarazione Balfour del 1917 (quindi solo 100 anni fa) ha rappresentato una scintilla che ha permesso il susseguirsi di alcuni eventi di vitale importanza per la nascita dello Stato di Israele. Un principio biblico molto forte è che se tu benedici Israele sei benedetto e infatti la Gran Bretagna è stata molto benedetta per la presenza di molti evangelici, ma sia Gran Bretagna che Francia hanno pagato successivamente un prezzo per il ruolo che hanno avuto nella cosiddetta “pace” in Medio Oriente. Infatti, Gioele 3:2 cita: “Io adunerò tutte le Nazioni, e le farò scendere nella valle di Giosafat. Là le chiamerò in giudizio a proposito della mia eredità, il popolo di Israele, che esse hanno disperso fra le nazioni, e del mio paese che hanno spartito fra di loro”.Tutti i Paesi che si sono mostrati a sfavore di Israele hanno perso credibilità e potere prima e dopo la guerra.

Un altro esempio di come “leggere” la politica è la nomina di Donald Trump, che può piacere o no, ma è un fatto che – come un moderno Ciro – è a favore di Israele; così come (probabilmente) il prossimo Presidente del Brasile sarò un nuovo Trump, perché il Brasile ha il 33% di pentecostali.

Ivan Basana ha anche citato il Burkina Faso, Paese che, da poverissimo perché desertico, è diventato uno dei Paesi più piovosi e fertili dell’Africa, avendo scambi con Israele ed avendo offerto in una particolare occasione un dono di 15.000 dollari a Israele. .Dobbiamo imparare a superare questo muro di gomma che c’è con il mondo messianico.

Edipi è l’unica Associazione Italiana a sostenere economicamente gli Ebrei Messianici che sono fortemente oppressi dagli ortodossi, motivo per il quale le offerte Edipi alle Congregazioni Messianiche aumenteranno sensibilmente dal prossimo anno.

La domanda d’obbligo è: come credenti quale atteggiamento dobbiamo avere sulla Terra Promessa?

Per rispondere dovremmo fare un passo indietro per capire gli equivoci con il mondo ebraico: i primi che hanno fatto degli insediamenti sono stati gli evangelici! A questo punto il Past. Basana si inoltra in un percorso storico molto affascinante, ma difficilissimo da rielaborare in sintesi ed anche in questo caso personalmente mi sorprende la sua capacità di analizzare, con una formidabile memoria, fatti storici molto complessi ed a volte anche inediti, come la vita della famiglia di Theodor Herzl con le sue tragedie umane.

Anche lo stesso Ben Gurion accarezzava l’idea di un progetto federalistico, cioè fuori dal piano di Dio e in una situazione di emergenza pensò addirittura di creare una terra per gli Ebrei in Australia o in Siberia o nella Guinea Olandese. Questo ci fa capire che mentre i Sionisti meditavano questo piano, Dio aveva in serbo nientemeno che la risoluzione ONU 181 che, contro ogni previsione, USA e URSS votarono a favore della Fondazione dello Stato di Israele. Un fatto emerge con evidenza: che se entriamo nel piano di Dio per Israele e poi tentiamo di “scantonare” il nemico si dà da fare contro di noi, perché rappresentiamo una leva fondamentale per Israele.

 Dopo una breve pausa, durante la quale Magdi Cristiano Allam, ospite d’onore al Convegno, autografa senza risparmiarsi il suo ultimo libro, inizia il suo intervento leggendo una bellissima quanto toccante dedica a sua mamma Safeya, tratta dal libro “Il Corano senza veli”, ultima fatica dello Scrittore e Giornalista. Quasi un destino profetico quello di Magdi Cristiano Allam, musulmano di nascita, che fu affidato da mamma Safeya ad un Collegio Cristiano Salesiano e il piano di Dio per lui iniziò proprio quel giorno, attraverso lo scambio di sguardi con la mamma poco prima che morisse e che, nel silenzio più assoluto, gridava “l’essenza della vita è la vita stessa” e Magdi le rispondeva teneramente con gli occhi “Ciò che io sono me l’hai donato tu: l’amore assoluto alla causa della vita”.

Allam spiega che la sostanziale differenza fra Islam e Cristianesimo risiede nel fatto che l’Islam è il dio che si fa testo, mentre il cristianesimo è il Dio che si incarna in una persona: Gesù Cristo. Mentre nel cristianesimo Gesù fa sì che la dimensione trascendente della fede conviva in modo armonioso con la ragione, nel Corano manca la legittimazione dell’uso della ragione per entrare nei contenuti della fede islamica. L’insegnamento principale del Corano è la specificità del dio islamico Allah che, a differenza di quanto si pensa, NON corrisponde al Dio dell’Ebraismo, ma era un dio pagano che esisteva prima di Maometto. Allah era uno dei 360 idoli che venivano adorati in un pantheon arabo ed era custodito in una costruzione quadrata che oggi corrisponde alla Mecca. Quindi Maometto non ha creato una nuova religione ma ha imitato il culto al dio pagano Allah mantenendo invariata la preghiera, il pellegrinaggio alla Mecca e ha personalizzato Allah dicendo che soltanto a lui diceva cosa fare o non fare. Così Maometto creò un binomio indissolubile, il credo islamico: “credo che non vi sia altro dio al di fuori di Allah e credo che Maometto sia il servo di Allah”. A Medina c’erano 10 tribù ebraiche da secoli e Maometto costrinse 2 tribù ad andarsene e nel 627 sterminò la terza tribù e circa 900 ebrei furono decapitati uno ad uno; Maometto ne decapitò personalmente i capi. Mentre in Italia e in Europa possiamo dire di tutto e di più sul cristianesimo, solo nei confronti dell’Islam come religione ci siamo autoimposti di non entrare in conflitto con loro perché sappiamo che la reazione è la violenza. La paura di dire la verità nei confronti dell’Islam diventa il parametro della decadenza della nostra civiltà, il momento in cui ci priviamo del diritto di vivere la nostra libertà. Allah fa dell’arbitrio la sua prerogativa, quindi non vige il libero arbitrio.

Bisogna conoscere questi fatti perché, diversamente, siamo in balia di luoghi comuni e soprattutto è sbagliato confondere la persona con la religione, infatti non sono le religioni che convivono ma le persone. Noi dobbiamo avere la certezza di chi siamo, quali sono i nostri valori, la nostra identità, le nostre regole; il problema sussiste perché l’Italia e l’Europa si presentano come se fossero la terra di nessuno; ne consegue che chiunque può entrare e dettare le proprie condizioni perché siamo considerati la ”terra di conquista”. L’Europa è sempre più fragile, soprattutto per il tracollo demografico e questo è il nostro vero “tallone d’Achille”: in tutti i 28 Paesi membri dell’Unione Europea siamo destinati ad essere una minoranza. La storia ci insegna che Il cristianesimo ha saputo promuovere la cultura dell’umanesimo, basta pensare al Rinascimento e la nostra è l’unica cultura al mondo che sostanzia il valore della vita. Nel futuro di questa Europa ci sarà l’Islam e non è un caso se oggi in città come Londra, Bruxelles, Amsterdam, Oslo tra i nuovi nati il nome più diffuso sia Mohammed, Maometto!

 

Conclusione

I temi trattati dai tre relatori in modo così attento e profondo stimolano ciascuno di noi ad una profonda riflessione e a prendere una posizione ben precisa, sapendo chi siamo spiritualmente e a chi apparteniamo e il ruolo che dovremo ricoprire quando Gesù Cristo tornerà per regnare; il nostro indissolubile legame con il Popolo Ebraico di Eretz Israel e la responsabilità che abbiamo nei loro confronti; infine la consapevolezza che dobbiamo riappropriarci con coraggio, non solo in Italia ma in Europa, della nostra identità, ovvero le nostre radici ebraico-cristiane.

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Viaggio EDIPI Agosto 2018

Anche quest'anno il viaggio istituzionale di EDIPI, finalizzato al sostegno delle congregazioni messianiche d'Israele, si è concluso con il brillante conseguimento degli scopi ed obbiettivi prefissatici.
In particolare abbiamo visitato quattro congregazioni messianiche:

- ad Ashdod curata dal pastore Israel Poctar in forte crescita giovanile
   con il progetto di un nuovo e spazioso locale per le riunioni;

- a Jaffa presso Beit Emmanuel dei coniugi David e Michaela Lazarus
   gemmellati con EDIPI fin dal 2005;

- a Gerusalemme da Menachem Kalisher nella più grande congregazione
   messianica della capitale d'Israele;

- a Ein Kerem nella suggestiva sede di Beit Netanel per incontrare
   Rachel dall'impareggiabile spirito evangelistico, gemellata pur essa
   con EDIPI dal 2010.

Ovviamente le visite alle congregazioni messianiche si sono intrecciate con le tappe di contenuti turistico-archeologico che hanno avuto come protagonista il famoso archeologo Dan Bahat.

Di rilievo la parte istituzionale che ha avuto inizialmente, nella visita all'Indipendence Hall di Tel Aviv, il momento più toccante, ricordando la data del 14 maggio 1948 cantado l'Hatikva tutti insieme.


FOTO n° 1: La sala dove Ben Gurion pronunciìò il discorso per la nascita dello Stato d'Israele.

La parte più importante di questo viaggio era comunque l'incontro con l'Ambasciatore d'Italia in Israele, al Villaggio Goldstein di Gerusalemme.
In questo posto c'è un importante college per giovani ebrei che vogliono fare l'Aliya; una volta terminati gli studi facendo il militare hanno automaticamente la cittadinanza israeliana. Tra le molte attività del college, c'è, di rilievo, quella musicale evidenziata da un importante Auditorium. Questo grande locale è intitolato a Luigi Einaudi.
A questo punto è bene ricordare che il futuro primo presidente della Repubblica Italiana, ricercato dai nazifascisti, fu salvato assieme a molti ebrei da un tenente degli alpini che dopo l'8 settembre del '43 si diede alla cladestinità per salvare ebrei e perseguitati politici italiani attraverso valichi alpini con la Svizzera che solo lui conosceva. In un ultimo tentativo purtroppo fu sorpreso da una tempesta di neve trovando la morte per congelamento in una grotta.
Questo eroe, sconosciuto ai più, era Ettore Castiglioni e abbiamo voluto onorarlo scoprendo una targa alla sua memoria proprio il 28 agosto giorno del 110° anniversario della sua nascita. La presenza dell'Ambasciatore d'Italia in Israele Gianluigi Benedetti ha rappresentato l'alto riconoscimento dovuto ad un giovane militare italiano che diede la vita per salvare ebrei e italiani dalla furia nazifascista.

 


FOTO n° 2: Manifesto commemorativa della vicenda Castiglioni con i loghi delle 3 associazioni coinvolte nell'iniziativa.

 

 


FOTO n° 3: Presentazione della storia di Ettore Castiglioni illustrata dal presidente di EDIPI, past. Ivan Basana, all'Ambasciatore d'Italia Gianluigi Benedetti.

 


FOTO n° 4: La targa in ceramica esposta all'entrata dell'Auditoruim "Luigi Einaudi" del Villaggio Goldstein.

A latere di questo incontro abbiamo consegnato alla responsabile di Christian Friends of Yad Vashem, Susanna Kokkonen, una copia autografata dai registi Azzetti & Massa del DVD sulla vicenda Castiglioni, con l'importante testimonianza di uno dei figli degli ebrei salvati. Il documentario verrà messo nell'archivio di Yad Vashem sulle testimonianze italiane: il dono è stato molto gradito in quanto sono pochi i documenti cinematografici in lingua italiana.

 


FOTO n° 5: Ivan Basana e Susanna Kokkonen con il DVD "Oltre il confine" dei registi Azzetti & Massa premiati al Filmfestival della montagna di Trento nel 2017.

Per finire abbiamo presentato il libro "Sta scritto", opera a "4 mani"
del dr. Fulvio Canetti e del prof. Marcello Cicchese alla Christ Church di Gerualemmme; un libro originale scritto al 50% da un ebreo e per l'altro 50% da un evangelico. Per inciso, ricordiamo che una copia è stata donata anche all'Ambasciatore d'Italia in Israele Gianluigi Benedetti in prospettiva della presentazione del libro all'Istituto di Cultura Italiana dell'Ambasciata Italiana a Tel Aviv.

 


FOTO n° 6: Parte del gruppo EDIPI con il coautore Fulvio Canetti.

 

 

TRADUZIONE PER IL TESTO IN EBRAICO DEL MANIFESTO COMMEMORATIVO A ETTORE CASTIGLIONI NELL'AUDITORIUM "LUIGI EINAUDI" DI GERUSALEMME

A ricordo dell' alpinista Accademico del CAI, scrittore del GISM e pianista Ettore Castiglioni nato il 28 agosto 1908 morto il 12 marzo 1944. A capo di un gruppo di militari in qualità di Ufficiale degli   alpini, smessa la divisa dopo l'armistizio del 1943, li addestrò e guidò in una baita in Val D'Aosta. Con il suo gruppo, ormai   considerato disertore, a rischio della loro stessa vita, riuscirono a mettere in salvo dalla furia nazi-fascista molti ebrei e politici   perseguitati destinati ai campi di sterminio, conducendoli tra i valichi alpini sino alla salvezza in Svizzera. Tra di essi vi fu il medesimo senatore e futuro primo Presidente della   Repubblica Italiana Luigi Einaudi e la sua famiglia. Dopo un primo arresto di Castiglioni, non ancor egli sazio di giustizia e sentimento di pietà verso i più deboli ed   “infimi” del genere umano, nel probabile tentativo di trovare nuovi   valichi di   montagna per salvare altre vite, fu arrestato nuovamente dalle   guardie svizzere di confine al passo del Maloia. Con   abilità alpinistica riuscì nottetempo a calarsi dal secondo   piano del rifugio Longhin, per fuggire svestito ed al solo riparo di una coperta e di calzettoni in lana a risalire il ghiacciaio del Forno, nella tormenta di neve sino a giungere in alta quota   al confine italiano. Stremato si fermò sotto una rupe in attesa dell'alba. Il suo corpo congelato fu ivi ritrovato nella medesima posizione pochi   mesi dopo, a guerra terminata da un gruppo di amici alpinisti. Questa targa commemorativa qui fu posta ad imperitura   memoria del sacrificio della vita di un giovane, quale esempio etico, umanistico e dagli alti ideali per le future generazioni.

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Viaggio in Israele Agosto 2018 DI PASQUALINA BERTAGLIA PER TUTTI "LINA" Seconda parte

Prima Parte

Mi sembra di vivere un sogno: Gerusalemme di sera mi affascina, via vai di persone: persone che procedono a passo veloce vestite di nero con cappelli a larghe falde sempre neri, altri hanno degli strani colbacchi di pelo, le donne vestite tutte eleganti: sono gli ebrei ortodossi che ritornano dal Kotel. Li guardo incuriosita mentre cammino anch'io a passo altrettanto veloce tra viuzze e piazze con continue scalinate, sempre di corsa senza neanche nessun cedimento fisico; Gesù era con me a sostenermi.

Ed improvvisamente tutto era illuminato, quasi a giorno, con tanta gente attonita; appena sono arrivata davanti al Muro del Pianto non ho avuto parole che possano esprimere quello che ho provato. So solo che ringraziai il Signore per avermi dato la possibilità di trovarmi lì davanti a tanta spiritualità.

L'indomani abbiamo fatto una visita guidata con l'archeologo DAN BAHT al Tunnel sotto il Muro del Pianto, alla Torre di Davide, alla Cittadella, al Parco Archeologico vedendo molte altre recenti novità archeologiche. Il mio pensiero andava molto lontano, mentre Dan Baht spiegava le vicende dei protagonisti storici e tutti i vari personaggi erano presenti alla mia mente: Erode, Re Davide, Salomone, con tutti i Patriarchi e i sacerdoti del Tempio: sfilavano come in un film; che strane senzazioni!!! Ma mi direte che quanti conoscono IL LIBRO DEI LIBRI sanno che non si tratta di fantasie: l'atmosfera, il paesaggio, le pietre tutto parla di loro con una evidenza incredibile. Ho visitato tanti altri posti potrei riferirne in quantità se fossi una brava scrittrice che renderebbe tutto chiaro con poche parole. Ma quanto vedevo intorno a me mi lasciava a bocca aperta...senza parole.

Il giorno dopo sul Monte degli Ulivi, poi al Getsemani il mio pensiero era sempre rivolto a Gesù; mi sembrava di vederLo spuntare da ogni angolo, sul prato, dietro un ulivo e tutto mi parlava di Lui; della grandezza dell'Eterno e per quanto stavo sperimentando della forza fisica che mi stava dando. Questa forza sono sicura che è data anche al suo popolo impegnato ad adempier le profezie bibliche nel ritornare alla Terra Promessa, nel costruire nuove case e villaggi, nel curare la vegetazione e difendere la Terra che Lui ha loro donato: questi erano e sono i sentimenti che ho provato e che porterò sempre con me.

Ho visto la collina di Meghiddo scenario dell'ultima battaglia. Ho attraversato il deserto del Negev meraviglia delle meraviglie con nuove strade e molte moderne costruzioni, vegetazioni lussureggianti e tanti nuovi e giovani alberelli irrigati con cura con l'originale sistema goccia a goccia, ideale per il deserto, ed infine pittoreschi viali colorati di bouganville. Un vero contrasto attorniato dalle roccie.

Quindi siamo arrivati a Qumram con un interessante museo didattico. Lì tra le roccie hanno trovato dei rotoli di pergamena e ci hanno mostrato un filmato sulla storia degli Esseni. Pochi chilometri ancora per finire al Mar Morto che non credo sia proprio morto, infatti ho raccolto delle conchigliette oltre a vari cristalli di sale. Appena giunta sulla battigia mi son detta: "Ora mi faccio una bella nuotata"...invece è stata una esperienza irripetibile per me, ma dovevo proprio entrarci per realizzarla.

L'indomani siamo stati sul monte Herzl con la visita al Memoriale dello YAD VASHEM. Ma qui devo dare un consiglio: se soffrite e avete un cuore debole non entrate nella Cupola (così l'ho chiamata). Qui si entra in un buio assoluto, si cammina tenendosi ad un corrimano, poi all'improvviso vedi un cielo stellato, ma non è il cielo e non sono stelle, ma lucine e ogni lucina rappresenta un bimbo morto: una voce scandisce il nome, l'età e il lager dove il bimbo è stato assassinato. Sono dovuta uscire, mi mancava il respiro temevo che il mio cuore si fermasse. Appena fuori mi sono ripresa al Parco dei Giusti, dove son indicati tanti nomi scritti sui muri commemorativi o su targhette poste sotto gli alberi a dimostrazione che tante persone hanno rischiato la vita e tanti la hanno persa per salvare ebrei dalla persecuzione.

Ancora oggi sappiamo che nel mondo occidentale cresce l'antisemitismo e sempre piu forte è l'odio per Israele. Si tratta di una una vergogna perchè tacciono governi e giornalisti, ma non è l'occidente cristiano? Allora se sei cristiano come puoi odiare gli ebrei? Allora come puoi dire amo Gesu? Ebreo, nato ebreo, morto ebreo, resuscitato ebreo e ritornerà Ebreo a Sion.

Una lezione ho ricevuto e voglio condividerla: allo Yad Vashem avevano una guida che si chiama Vivi Salomon ebrea italiana che vive a Gerusalemme. A una domanda fatta da una persona del nostro gruppo, per inciso non ricordo la domanda, ma ricorderò per sempre la risposta: "No io chiedo sempre perdono a Lui guardando in Alto per ciò che io faccio di male; mai chiederò ad alcuno di chiedere perdono e ci hanno insegnato e ci insegnano a non odiare ma ad amare, il perdono e la vendetta appartengono all'Eterno, noi possiamo solo difenderci se siamo attaccati". Della sua famiglia dallo Shoa è ritornata solo la sua mamma allora tredicenne, tutto il resto della sua parentela è stata sterminata, nei suoi occhi ho visto tanta serenità e lei prova tanta gioia quando sente che qualcuno ama Israele e il suo popolo.

Come non amare Israele? Dio ha scelto Israele, abbiamo un grande debito, ci ha dato YESHUA il Salvatore!

Ultimo incontro al Villaggio Goldstein per deporre una targa alla memoria di un coraggioso eroe italiano, Ettore Castiglioni, che si sacrificò per salvare ebrei e perseguitati politici italiani dalla furia nazifascista. Uno dei salvati fu Luigi Einaudi, futuro primo presidente della Repubblica Italiana e per l'appunto la targa è stata posta all'Auditorium intitolato a Luigi Einaudi. Per l'occasione era presente l'Ambasciatore d'Italia in Israele Gianluigi Benedetti oltre a politici israeliani e rappresentanti della comunità ebraica italiana di Gerusalemme.

Dio protegga Israele, lunga vita a GERUSALEMME sua capitale!

Lina Bertaglia

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Viaggio in Israele Agosto 2018 DI PASQUALINA BERTAGLIA PER TUTTI "LINA" Prima parte

L'autrice è Pasqualina Bertaglia per tutti "Lina" nuova associata ad EDIPI dopo l'esperienza di questo viaggio. Era la nostra mascotte di 85 anni in questo viaggio simpaticamente denominato GERIATOUR EDIPI 2018 in quanto l'età media dei partecipanti era di 68 anni, annoverando oltre alla 85enne Lina, un83enne, una 79enne, una 76enne, una 72enne e due 70enni...per fortuna c'era un giovane da 42 anni che abbassava la media di questo gruppo complessivamente di 13 persone diversamente giovani!

Prima di scrivere questa relazione sul mio primo viaggio in Israele, ho pregato affinchè le parole rispecchiassero veramente ciò che ho provato verso la terra di Israele e il sentimento che mi spinge a parlarne. Era un sogno, diventato realtà grazie a Dio, il mio Creatore, che mi ha fatto conoscere il presidente di "EDIPI" il pastore Ivan Basana e sua moglie Andie, donna meravigliosa la quale ha organizzato questo viaggio.

Ho saputo che i coniugi Basana sono stati in Israele in ben 30 occasioni: se questo non è vero amore verso Israele, cosa potrebbe altrimenti essere? La mia prima esperienza è stata a dir poco decisamente entusiasmante: nel senso spirituale, storico, turistico; proprio tutto insieme. Premetto che sono una ottantacinquenne e grazie a Dio li porto tutti bene e in salute. Appena l'aereo era sopra Tel Aviv ho sentito nel mio cuore una grande gioia e non riuscivo a frenare le lacrime. Sapevo che da quel momento in poi avrei avuto una "Grande Guida", GESU', la forza mi veniva solo da Lui e non avrei avuto nulla da temere, non sarei stata un peso per i miei compagni di viaggio, i quali, devo dire che sono stati davvero meravigliosi e saranno sempre nel mio cuore.

Essi condividono con me un sincero amore per Israele. Tel Aviv è una bellissima città ,sia la parte vecchia che la moderna, le sue nuove costruzioni non deturbano sono belle, moderne e non manca il verde. Ci sono tanti alberi con fiori di tutti i colori. La gente è affabile, gente disponibile e serena; sia arabi israeliani che ebrei, essi vivono insieme, più o meno come da noi, anzi forse proprio meglio perchè tutti lavorano tranquilli. Non ho visto particolari differenze, anzi la differenza si nota più qui in Italia fra nord e sud. Riguardo poi all'apartheid reale o presunta, credetemi quello che leggiamo nei giornali e sentiamo alla Tv, sono tutte bugie.

A Jaffa vicino a Tel Aviv abbiamo visitato una Chiesa Messianica, una delle tante, perchè ce ne sono diverse, ed è stato proprio fantastico: vi erano tanti e tanti giovani, tanti bambini uniti con gioia nell'amore del loro e nostro Messia YESHUA. Penso alle nostre Chiese Evangeliche, tutte nessuna esclusa dove è mancate la Gioventù, anche in quelle cattoliche che una volta avevano i patronati per i giovani: ora sono vuoti...che pena.

Tanti bei negozi e il mercato di Tel Aviv lungo centinaia di metri gestito da mussulmani ed ebrei assieme con gli acquirenti di tutte le nazioni e di tutti i colori. Ditemi dov'è l'apartheid?

Qui c'e il rispetto e libertà per tutti. La differenza la si vede solamente dal vestire delle donne: alcune portano il velo e i vestiti lunghi più o meno colorati. Mi ha colpito che al mare sia a Tel Aviv che nel mare salato (il Mar Morto)le arabe musulmane fanno il bagno completamente vestite, anche se in città non ho visto donne con il burqa che ho visto invece in Germania.

Camminare per Capernaun è stato come vivere un sogno; vedere il mare di Galilea dove Pietro, Andrea e altri seguivano GESU'. Poi il mare a Cesarea: beh mi sembrava di vederli e di far parte con loro di quella cordata, di vivere con loro; camminavo, camminavo e non sentivo stanchezza.

Quindi il viaggio verso Gerusalemme indimenticabile, dal finestrino del Bus i miei occhi seguivano il paesaggio mutevole, le strade moderne, i ponti, i villaggi arabi che si alternano a quelli israeliani e terreni fertili con tutto in ordine, fiori tanti fiori; boungaville di tutti i colori, e una voce dentro di me pareva dicesse : guarda cosa hanno costruito con l'aiuto dell'Eterno a conferma delle Sue promesse. Egli è qui in mezzo a loro.

Pensavo però anche che questo popolo è in guerra da 70 anni subisce continuamente attacchi da ogni parte, dentro, fuori e lungo i confini; deve spendere denaro e sacrificare giovani per difendersi e nonostante ciò è riuscito a creare questo paradiso in terra. La risposta è che l'Eterno protegge Israele ed è qui che il Messia Yeshua ritornerà. Finalmente siamo arrivati a Gerusalemme; ringraziai il Signore per questo dono che mi ha fatto. L'albergo dove siamo scesi si trova nella Città Vecchia, si passa dalla Porta Nuova, cosi chiamata, che fa parte proprio delle Mura, dopo una cena rinfrescante e frettolosa subito via a vivere Gerusalemme di notte, l'emaozione era forte!

Segue seconda parte

Di Lina Bertaglia

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Esiste la nazione ebraica?

Stato ebraico o stato democratico? Questo è il tema del momento quando si parla di Israele. Come sempre quando la gente parla di ebrei, tutti sanno già qual è il punto da cui partire, e di solito non si sente alcun bisogno di tornare indietro per verificare se è quello giusto e se si è arrivati correttamente al punto a cui si è arrivati. L’interesse principale sta nel combattere i sostenitori della parte opposta, contestandoli e ridicolizzandoli per quanto possibile. E i social oggi sono un campo di lotta meraviglioso: mai è accaduto prima nella storia di poter accapigliarsi a parole in modo così esteso e virulento e con così poco sforzo. Ogni tanto, magari solo per riprendere fiato, prima di rigettarsi nella mischia si potrebbe provare a fermarsi un po', documentarsi, e riflettere. Proponiamo a questo scopo, come semplice stimolo e ausilio, alcuni paragrafi iniziali del libro “Dalla parte di Israele come discepoli di Cristo”. di Marcello Cicchese

Per secoli gli ebrei sono stati considerati un gruppo sociale accomunato da una religione superata e opposta a quella vera, con un passato storico negativo e un presente politico che costringeva le nazioni in cui si trovavano a porsi ogni volta il problema della loro presenza su una terra che non apparteneva a loro. Dal 70 al 1948 d.C. gli ebrei non hanno più avuto una terra, non sono più stati una nazione e la loro presenza è stata considerata un continuo intralcio storico, qualche volta tollerato con benevolenza e con risvolti anche positivi, ma nella maggior parte dei casi subito come una specie di maledizione. «Gli ebrei sono la nostra disgrazia», è la conclusione che in molti casi si traeva quando le cose andavano male e la gente trovava conforto in una spiegazione semplice che accomunava tutti, a parte gli ebrei. L'avvento dell'Illuminismo, con il conseguente declino dell'influenza della Chiesa sulle società europee, rese sempre meno plausibile la diversificazione degli uomini sulla base della religione. Non si abolì del tutto l'idea di Dio: generosamente gli si lasciò il diritto all'esistenza, ma gli si tolse il diritto di parola. Da quel momento Dio, non potendo più parlare, non poté più dire qual è la religione giusta e quale quella sbagliata: dovette accontentarsi di aver creato il mondo e di continuare a produrre esseri umani tutti uguali tra loro quanto ai diritti, anche se suddivisi in vari gruppi socialmente e politicamente organizzati chiamati "nazioni". Attenzione però: la suddivisione in gruppi nazionali non doveva avere niente a che fare con Dio, come ai tempi della "cuius regio, eius religio": il riferimento a Dio doveva restare un fatto individuale, un diritto intangibile della singola persona che non doveva interferire con la struttura politica della nazione. Anche gli ebrei, quindi, da quel momento furono considerati come tutti gli altri: furono "emancipati". Non poterono più essere esclusi per il fatto che si riferivano a Mosè e alla Torà invece che a Gesù Cristo, ma neppure dovevano pensare di avere diritto a un trattamento particolare. Si poteva essere ebrei, cristiani, atei o altro ancora, ma bisognava essere leali verso la nazione di cui si faceva parte. Così si pensava, almeno fino a un secolo fa. La maggior parte degli ebrei, anche se non tutti, accettò questa situazione. Dopo tanti secoli di emarginazione e limitazioni, l'idea di avere - come i non ebrei - libertà d'azione in una terra da poter considerare - insieme ai non ebrei - come loro patria, era troppo attraente.

La cosa cominciò con Napoleone.

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Commento al libro " Sta Scritto "

DI Pasquale Rineli:

Durante uno dei suoi innumerevoli discorsi Gandhi disse grossomodo : " Quando l'umanità intera avrà compreso pienamente il Sermone del Monte e si deciderà a metterlo in pratica nella vita di ogni giorno allora potremo parlare veramente di fratellanza universale ". Gandhi, come si sa era di credo Indù eppure aveva fede nelle parole pronunciate secoli prima da un Ebreo.

Non ci deve stupire più di tanto quindi se un Evangelico e un Ebreo hanno dato origine a degli spunti di meditazione di brani delle Sacre Scritture, considerate da entrambi gli Autori la sola e vera Parola di Dio. Anzi, il loro comune lavoro oltre ad essere un evento eccezionale, visto da un'angolatura profetica e scritturale, dovrebbe essere uno stimolo per ogni credente a considerare con maggiore attenzione e rispetto il piano di Redenzione preparato da Dio per il genere umano.

Non si può amare la Parola di Dio, come affermano in tanti, senza amare Israele al quale è stato affidato il Testo Sacro e leggendo, anzi meditando il prestigioso lavoro di Fulvio e Marcello, mi sono reso conto che non solo l'amore di Dio è vivo e operante ma che davvero in Lui non c'è distinzione o parzialità e lo splendido libro che è venuto fuori dalle penne degli Autori è una prova più che evidente. La Redenzione voluta da Dio e descritta in modo dettagliato nella Sua Parola è universale e non parziale e questa verità fondamentale è stata recepita pienamente dagli Autori, come dimostra ampiamente il loro comune lavoro. Il quale non è affatto discordante o " anti dottrinale"come erroneamente potrebbe dedurre qualcuno da una lettura superficiale del testo. Mentre da un'attenta meditazione si evince subito un comune denominatore che lega indissolubilmente i due Autori e cioè l'amore verso Dio e la Sua Parola che costituisce la "Magna Charta di ogni sincero credente.

Il lavoro svolto da Fulvio e Marcello costituisce una vera boccata di ossigeno puro, senza alterazioni o annacquamenti in un momento come il nostro, caratterizzato da una crescente confusione spirituale che danneggia la fede e porta inevitabilmente settarismo e disgregazione all'interno delle comunità dei credenti. Ricordando che solo la Parola di Dio è verità assoluta mi auguro che ognuno leggerà questo testo con il cuore e non solo con gli occhi alfine di trovare in esso un vero balsamo di Galaad e un salutare refrigerio spirituale, indispensabile per ogni credente e così facendo faremo nostre le parole del Salmo 119:105 per non smarrirci " Nel mezzo del cammino di nostra vita "

Caro Ivan questo è quello che mi è venuto spontaneo scrivere dopo aver letto il libro, nella speranza di sentirti al più presto accetta un caro e sincero shalom.

Pasquale Rineli

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Relazione convegno Edipi di Torino

Convegno regionale Edipi del Piemonte Torino 8 e 9 giugno 2018 - Chiesa Gospel House Venaria Reale (Torino).

“LE FESTE EBRAICHE”

In occasione della presentazione del libro “Sta scritto”’,ultimo lavoro del professor Marcello Cicchese redatto con Fulvio Canetti, Edipi ha colto l’opportunità di presentare l’evento all’interno di un convegno regionale in Piemonte presso la Chiesa Gospel House di Venaria Reale (To) l’ 8 e 9 giugno 2018.

Il programma come sempre ha presentato relatori di grande livello e conosciuti da Edipi.

In primis il prof.Marc Surey ,ebreo messianico intervenuto da Londra, la dottoressa e socia Edipi Rossella Genovese e il professor Marcello Cicchese.

In apertura il pastore socio fondatore e presidente Edipi Ivan Basana sottolinea l’importanza di “seminare anche se altri poi raccoglieranno”.Di seguito Il professor Cicchese introduce la sua ultima fatica “Sta scritto” così intitolato perché Gesù si è sempre riferito alla Torah con questa espressione .Il libro contiene la spiegazione delle Parashot che sono le sezioni settimanali con cui gli ebrei dividono la Torah in modo da leggerla in un anno e specifica quanto sia strettamente connessa al tema di Israele la figura di Gesù.Necessario è chiedersi chi sia Israele all’interno del piano di Dio perché non comprendere questo significa arrivare ad un ‘errata conoscenza di Gesù stesso.Ad Israele ,popolo non scelto ma formato da Dio, è stata data la legge che non è un dono ma un patto tra Dio e il suo popolo.Quindi,conclude il prof.Cicchese è”strano riferirsi a Dio senza mai fare riferimento ad Israele perché ,che ci piaccia o no, sta scritto”.

Assente il coautore del libro Fulvio Canetti, ebreo italiano sionista, che ha inviato una lettera, letta da Andie Basana, con la benedizione sacerdotale di Aaronne e le motivazioni che hanno portato a scrivere il libro “Sta scritto” ovvero interpretare la Parola di Dio al fine di illuminare antichi messaggi biblici.La dicotomia tra la bibbia ebraica e quella cristiana è successiva a Gesù ed è frutto di un antisemitismo portato avanti anche attraverso la stampa.In tarda serata il saluto di Mark Surey tradotto brillantemente dalla socia Edipi ed interprete Monica Tamagnini.

In apertura alla seconda giornata del 9 giugno il pastore Ivan Basana ha presentato il viaggio Edipi in programma dal 22 al 29 agosto in occasione del centenario della nascita di Ettore Castiglioni, alpinista italiano, figura poco nota ai più ma autore di una mappatura dei valichi alpini che aiutò molti rifugiati a salvarsi durante la seconda guerra mondiale.Tra questi anche il futuro primo presidente della repubblica italiana Luigi Einaudi.Ringraziamento anche del socio Edipi Giovanni Giardino con un preambolo sul perché di un convegno sulle feste ebraiche.

Potente l’intervento del professore ebreo messianico inglese e socio Edipi Mark Surey,intervenuto in molti convegni Edipi sin dai primi anni che ha approfondito in chiave messianica le principali feste ebraiche partendo dallo Shabbat, festeggiamento di un anniversario ,quello della creazione di Dio.Le scritture di riferimento delle feste sono in Levitico 23.Le feste bibliche principali sono sette: quattro sono le feste primaverili del raccolto Pasqua ,Azzimi,Primizie e Pentecoste, tre sono autunnali Rosh hashanà ,Yom Kippur e Sukkot .

Altre feste successive a quelle del Levitico sono Purim, Chanukkà e la festa d’indipendenza d’Israele del 1948.

Il dottor Surey afferma che le festività ebraiche sono anniversari come Rosh Hashanà che commemora la creazione dell’Universo di 6000 anni fa.tanti i passaggi biblici citati e sviscerati dal dott.Surey quali Levitico 23, Ester 3,I Corinzi 15-16, Luca 1 da cui parte per datare , attraverso un calcolo biblico, il periodo di nascita di Gesù ovvero settembre -ottobre durante Sukkot.

Secondo la tradizione rabbinica il Messiah compirà tutte le feste ebraiche tranne il Purim. Ma Gesù, conclude Mark Surey, le ha già compiute tutte soprattutto il Purim (festa di liberazione del popolo ebraico).

Anche la dottoressa e socia Edipi Rossella Genovese , dopo un breve excursus sul significato socio antropologico delle feste ,sottolinea, nel suo apprezzato intervento, l’importanza delle feste e del concetto di festa come incontro comunitario, di scambio sociale, di recupero dell’elemento religioso ed anche dell’aspetto agropastorale delle stesse.In Esodo emerge il concetto di festa per celebrare Dio con musica e danze ed anche l’aspetto purificatore delle feste come la Pesach che servì al popolo ebraico in uscita dall’Egitto di purificarsi ed anche separarsi da ciò che era egiziano.Le feste ebraiche maggiori sono quelle comandate da Dio : Rosh Hashanà, Yom Kippur, Pesach, Shavuot e Sukkot.le feste minori e comandate dall’uomo sono Yom Hatzmaut,Chanukkà,T’bisvath,Lag baomer e Purim.

Lo shabbat è la festa più ricorrente in quanto cade ben 50 volte in un anno (Esodo 31) ed è citata nei 10 comandamenti.Altri versi citati sono Luca 13.10-17,Esdra 6.21,I Corinzi 5.7,Luca 22.7-20,Giovanni 11.55-57,Deuteronomio 16:9-12,Levitico 23:33,Apocalissse 21:3.

Menzione speciale al “Coro Arpa di Davide” che ha curato magistralmente le sessioni musicali con uno splendido ed ottimamente eseguito repertorio di celebri canti ebraici tra cui "Jerusalem of gold" e l'inno nazionale ebraico Hatikvà.

Sono intervenuti anche il pastore della chiesa ospitante Franco Drago,la pastora e dottoressa socia Edipi Nicla Costantino Pompeo che ha annunciato un convegno Edipi in Puglia l’anno prossimo, il pastore Ferruccio D’Angelo che ha presentato il Coro Arpa di Davide raccontandone gli obiettivi e la storia e il fratello e socio Edipi nonché presidente di Preghiera Italia (Ministero d’intercessione internazionale per l’Italia) Friday Osague.

Bella la conclusione del pastore Franco Drago della Gospel House di Venaria Reale che esprime soddisfazione per il convegno e il suo amore per il popolo ebraico ribadendo l’apertura della sua chiesa ad Israele.

Nella preghiera finale sale una lode ed un ringraziamento a Dio sapendo che presto Gesù ritornerà. Sta scritto.

Am Israel chai.

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