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Attualità

Attualità (544)

'La città senza ebrei' e l'odio antico

Commento di Micol Flammini

All’inizio il cancelliere austriaco non poteva dirsi un antisemita. Era appena finita la Prima guerra mondiale, l’Austria non era più un impero, era piccola, povera, non contava più nulla. Il cancelliere si rese conto che la popolazione covava dei forti sentimenti di odio contro la popolazione ebraica di Vienna. Girava voce che se gli austriaci si erano improvvisamente ritrovati poveri era colpa degli ebrei, se erano disoccupati, era colpa degli ebrei, se erano stati umiliati con i trattati di pace, era colpa degli ebrei. Sarebbe bastato cacciarli dalla capitale e, almeno per un po’, la popolazione si sarebbe tranquillizzata. Avrebbe pensato all’odio e si sarebbe sentita appagata.

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Che cosa è successo davvero a Gaza

Perché Israele non ha reagito ai bombardamenti di Hamas con un’operazione militare

di Ugo Volli

Tutti sappiamo che nei giorni scorsi ci sono stati una serie di gravi incidenti a Gaza e dintorni. Una missione segreta, forse di raccolta di informazioni ma di cui non conosciamo l’obbiettivo e lo svolgimento, è stata scoperta e ha subito un’imboscata. Un tenente colonnello israeliano particolarmente stimato è stato ucciso e un altro ufficiale ferito. Nell’operazione di salvataggio la squadra dei terroristi che li aveva assaliti è stata distrutta, con sette morti dalla loro parte, fra cui un alto dirigente militare di Hamas; un’altra dozzina è stata ferita. In rappresaglia a queste perdite i terroristi hanno spedito quasi cinquecento fra razzi e colpi di mortaio su obiettivi civili Israele, uccidendo una persona (il caso ha voluto che fosse un lavoratore arabo di Hebron, che dormiva in una casa di Ashkelon e ferendone in diversa misura parecchie altre. Iron Dome ha abbattuto quasi tutti (ma non tutti) i razzi che apparivano diretti su luoghi abitati. L’aviazione israeliana ha risposto distruggendo una settantina di obiettivi militari e uccidendo una dozzina di terroristi. Dopo un giorno l’incidente è finito: Hamas ha chiesto il cessate il fuoco e il gabinetto di guerra israeliano ha deciso di non procedere con l’operazione di terra che era pronta.

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Lo Stato di diritto in Europa e gli ebrei

Analisi di Manfred Gerstenfeld (Traduzione di Angelo Pezzana)

Un aspetto caratteristico della democrazia è lo stato di diritto. Non è facile analizzarne i problemi così complessi in un'area grande come l'Unione Europea (UE). Come scorciatoia utile possiamo tuttavia concentrarci su una piccola comunità che ha molte interazioni con la maggioranza della popolazione e con lo Stato. Gli ebrei, che rappresentano circa lo 0,3% della popolazione dell'UE, in nessun paese raggiungono nemmeno l'1% di tutti i cittadini, sono uno strumento utile per questa analisi. Alcuni processi o la loro assenza ci fanno capire una serie di problemi dello Stato di diritto nei paesi dell'UE, compresa una denuncia contro gli israeliani. Per cominciare c'è la causa in Belgio del 2001 contro il primo ministro israeliano Ariel Sharon e due suoi generali da parte dei famigliari dei palestinesi uccisi nel 1982 dalle milizie libanesi cristiane nei campi di Sabra e Shatila. Questo processo è diventato politico all'estero dopo essere stato già oggetto di indagine in Israele. Il procuratore generale belga non voleva proseguire il processo, ma con una decisione molto insolita la corte d'appello non accettò la sua posizione.

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Israele diventa il guardiano del Golfo

Analisi di Mordechai Kedar

Nelle ultime settimane si sono infittite le visite di funzionari israeliani negli Stati del Golfo Arabico (si noti che viene usato questo termine perché gli arabi si sentono insultati se si dice che "il loro" è il golfo "Persico"), tra loro il Primo Ministro, due membri del governo - Miri Regev, Ministro della Cultura e dello Sport, e Yisrael Katz, capo dei servizi di Intelligence - e una delegazione di Judo. Durante una competizione di judo ad Abu Dhabi era stata issata la bandiera israeliana, l'inno nazionale israeliano è stato suonato due volte e il Ministro della Cultura israeliano ha cantato “l'anima ebraica anèla ... per essere un popolo libero nella nostra terra” mentre si asciugava le lacrime per l’emozione. E-miracolo- il cielo non è crollato. Infine, dulcis in fundo, il padrone di casa ha portato la delegazione a visitare la moschea di Sheikh Zaid - il tutto nell'arco di un mese.

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Lieberman punta su Kochavi per guidare l’esercito d’Israele

Aviv Kochavi, attuale vice del capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot, è il candidato che il ministro della Difesa Avigdor Lieberman vuole alla guida dell’esercito israeliano. Nelle scorse ore Lieberman ha presentato ufficialmente la candidatura di Kochavi, considerato un predestinato a questo ruolo. Classe 1964, ha servito nelle fila di Tsahal su tutti i fronti caldi e, scrivono diversi media israeliani, nessuno oggi conosce meglio di lui le minacce che circondano Israele: da Hamas a Hezbollah, dai palestinesi in Cisgiordania all’Iran fino al pericolo della guerra 2.0. Per poter succedere ad Eisenkot, il cui mandato scadrà il 31 dicembre 2018, Kochavi dovrà ottenere il benestare di una commissione di controllo ufficiale e poi del gabinetto di governo. Il suo curriculum, dal punto di vista militare, è di alto profilo: negli ultimi due anni è stato vice capo di stato maggiore e in precedenza è stato comandante della divisione di Gaza, capo della divisione operativa dello Stato maggiore, capo dell’intelligence militare e capo del comando del Nord. Nel 1998, dopo aver conseguito il master alla Harvard University negli Stati Uniti, venne nominato comandante della divisione orientale dell’unità di collegamento per il Libano e servì sotto il comando del generale di brigata Erez Gerstein, ucciso nel marzo 1999 da una bomba di Hezbollah posta sul ciglio di una strada. “In generale, l’intero periodo in Libano fu molto formativo – ha raccontato in passato Kochavi – Era la prima volta che ero al comando per quasi due anni in una zona di combattimento molto intensa, e ho affrontato tutti i dilemmi che esistono nelle situazioni di combattimento in generale, e nella lotta al terrorismo e alla guerriglia nelle aree urbane in particolare”.

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Ma gli ebrei americani gli hanno voltato le spalle

Il Giornale, 08 novembre 2018

L'antisemitismo ha aleggiato come un fantasma, dopo la strage di Pittsburgh, sulle elezioni americane, ed è diventato imprevedibilmente una parola chiave. E forse la tragedia che ha dovuto subire la più grande comunità ebraica del mondo con i suoi sei milioni di cittadini, il desiderio di voltare quella pagina macchiata di sangue, causa almeno in parte la preferenza ebraica per gli oppositori del presidente. Una preferenza che si collega con la tradizione liberal della comunità americana, ma che adesso assume un carattere palesemente paradossale, dopo le tante, sostanziali prese di posizione di Trump favorevoli a Israele, la messa al bando del trattato con l'Iran, il passaggio dell'Ambasciata a Gerusalemme, i legami familiari di Trump col mondo giudaico (la figlia e il genero ebrei). Paradossale, a meno che non si consideri cosa fatta il divorzio fra gli ebrei di quella diaspora e Israele. Ancora numeri precisi sul voto non li abbiamo, ma il 71 per cento votò per Hillary Clinton nel 2016 e oggi il 74 per cento si dichiara democratico; solo il 34 approva il suo approccio alla politica internazionale, ovvero a Israele. Il divorzio è evidente: secondo l'American Jewish Committee il 77 degli Israeliani approva il modo in cui Trump ha gestito i rapporti fra i due Stati, e solo il 34 per cento degli americani è d'accordo. Il 59 per cento degli americani vuole uno Stato palestinese, e solo il 44 per cento degli israeliani, dopo tanti tentativi falliti, ormai ci crede. Subito dopo l'attentato Trump è stato accusato quasi di averlo causato: si è parlato di atmosfera violenta, di incoraggiamento al suprematismo bianco, di uso delle armi....

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News Letter da Amzi 2 Novembre 2018

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele amzi,2. Novembre 2018

1. Pregate per i malati

2. Vivere con Dio in Francia

3. Nuova comunità in Aschkelon

1. Pregate per i malati

Marianna Gol ed il suo Team "Ruscelli nel deserto" Beer Sheva

Vogliamo ringraziarvi per le vostre preghiere per i nostri malati. Ecco le novità e una nuova richiesta di preghiera:

M1. è stata operata la scorsa settimana: le è stato asportato una parte del fegato e della vescica. L'operazione è stata effettuata mediante un grosso taglio laparoscopico. Questo ha reso più facile la sua ripresa. Tutte le parti interessate dal tumore sono state asportate con successo. I tumori che sono stati trovati sono stati inviati per una biopsia, i risultati arriveranno in un paio di settimane. Grazie per le vostre preghiere, per piacere continuate a pregare per una guarigione veloce.

M2. ha subito la scorsa settimana una mastektomia che secondo i medici ha avuto successo. Attualmente sta bene e molto grata per le preghiere di intercessione.

M3 è nuovo nella nostra lista di preghiera. Ha diverse malattie che la indeboliscono così che ha dovuto subire 3 interventi in 6 mesi. Da poco ha dovuto anche presentarsi davanti ad un consiglio di medici che dovevano decidere se può ricevere lo stato di disabile. Per piacere pregate che la risposta sia positiva per lei.

A è il giovane ventenne che si trova attualmente in carcere. Il 7 novembre verrà deciso se può essere trasferito in un centro di riabilitazione, piuttosto che rimanere in prigione. La decisione definitiva verrà presa dopo due settimane di prova. Per piacere pregate per ciò che è meglio per lui secondo la volontà di Dio. Ognuna delle persone che abbiamo nominato è grata per le vostre preghiere e noi pure.

2. Vivere con Dio in Francia

Lilian und Sasha Granovsky, Shepherds Heart Ministry, Netanya

Un piccolo gruppo di credenti ha avuto la visione di portare nel sud della Francia 15 coppie che hanno un ruolo direttivo di grossa importanza ad un seminario finalizzato a rafforzare le loro relazioni matrimoniali. Abbiamo avuto l'onore di far parte di questo team e abbiamo visto come Dio ha ascoltato le nostre preghiere. Le 15 coppie non costituivano un gruppo omogeneo. Alcuni erano 7 anni sposati altri 25 e con figli di età differenti. Per queste ragioni e per il fatto di essere un piccolo gruppo di credenti temevamo che potessero crearsi delle tensioni emotive. Alla fine eravamo entusiasti di quanto il gruppo fosse aperto per tutto il periodo. Il nostro piano giornaliero prevedeva un sveglia di mattina presto con una breve riflessione spirituale, seguita da un'ora di pausa dalle 7 alle 8. Nonostante questi credenti siano maturi nella fede e credano alla guida di Dio, molti non riuscivano a mantenere questa pausa col Signore. Questa pausa solo col Signore è di enorme importanza, perchè quando Dio guida la nostra vita, Comincia a portare equilibrio e ordine anche durante il resto del giorno e della vita. In tre occasioni di incontro mattutino abbiamo parlato dell'intimità con il Signore, con il coniuge e con i figli. Dopo il pranzo insieme ogni coppia aveva tempo libero e una serie di compiti che dovevano essere espletati tutti insieme. Alle 17 ci siamo riuniti tutti per prepararci per la cena insieme e la successiva pausa di riflessione sulla giornata trascorsa. Alla fine della nostra settimana ci siamo lasciati con molta stima reciproca, incoraggiamento e feedback positivo. La maggior parte di loro ha intenzione di portare i contenuti appresi durante il seminario nella propria comunità e di essere un esempio per gli altri.

3. Nuova comunità in Aschkelon

Israel Pochtar, Voice of Judah, Ashdod

In Ashkelon vivono alcuni credenti che si incontrano regolarmente senza avere un luogo fisso di riferimento per esempio per il nostro lavoro di sostegno di alcune famiglie bisognose. Abbiamo bisogno di aiuto e sostegno finanziario per affittare uno spazio dove i fratelli posso incontrarsi e da dove possono partire i nostri aiuti umanitari per le persone bisognose in Aschkelon. Se pensate che Dio vi inviti a sostenere la fondazione di una nuova comunità in un'altra città in Israele questo sarà per noi un grande aiuto, a prescindere da quanto sostegno finanziario possiate dare. Ashkelon è una città costiera a 8 miglia di distanza da Gaza. Si trova costantemente sotto attacco missilistico. La città era una delle 5 città dei filistei insieme a Gath, Gaza, Ekron und Ashdod.

Si tratta del luogo dove Dalila ha tagliato i capelli a Sansone per togliergli la forza che aveva. Per un breve momento nella storia, durante l'era bizantina, Aschkelon è stata una città cristiana. È una città ricca di storia, ma per noi la cosa più importante è il suo futuro e il fatto che sappiamo che Dio ci ha chiamato a fondare una comunità che possa essere un aiuto per persone bisognose, per diffondere il vangelo e portare avanti il regno di Dio in questa città. Per piacere aiutateci con preghiere e aiuti finanziari per realizzare il piano di Dio per la città di Ashkelon.

Ivan Basana <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

Allegati11:02 (9 ore fa)
   
a Andi, me, nazario
 

PER IL SITO E PER I SOCI





   Mail di preghiera e informazione della amzi


   associazione per la testimonianza messianica a Israele

*amzi, 2. Novembre 2018***

**

*1. Pregate per i malati*

*2. Vivere con Dio in Francia*

*3. Nuova comunità in Aschkelon*

**

*1. Pregate per i malati*

/Marianna Gol ed il suo Team "Ruscelli nel deserto" Beer Sheva/

Vogliamo ringraziarvi per le vostre preghiere per i nostri malati. Ecco
le novità e una nuova richiesta di preghiera:

M1 è stata operata la scorsa settimana: le è stato asportato una parte
del fegato e della vescica. L'operazione è stata effettuata mediante un
grosso taglio laparoscopico. Questo ha reso più facile la sua ripresa.
Tutte le parti interessate dal tumore sono state asportate con successo.
I tumori che sono stati trovati sono stati inviati per una biopsia, i
risultati arriveranno in un paio di settimane. Grazie per le vostre
preghiere, per piacere continuate a pregare per una guarigione veloce.

M2 ha subito la scorsa settimana una mastektomia che secondo i medici ha
avuto successo. Attualmente sta bene e molto grata per le preghiere di
intercessione.

M3 è nuovo nella nostra lista di preghiera. Ha diverse malattie che la
indeboliscono così che ha dovuto subire 3 interventi in 6 mesi. Da poco
ha dovuto anche presentarsi davanti ad un consiglio di medici che
dovevano decidere se può ricevere lo stato di disabile. Per piacere
pregate che la risposta sia positiva per lei.

A è il giovane ventenne che si trova attualmente in carcere. Il 7
novembre verrà deciso se può essere trasferito in un centro di
riabilitazione, piuttosto che rimanere in prigione. La decisione
definitiva verrà presa dopo due settimane di prova. Per piacere pregate
per ciò che è meglio per lui secondo la volontà di Dio.

Ognuna delle persone che abbiamo nominato è grata per le vostre
preghiere e noi pure.

*2. Vivere con Dio in Francia*

/Lilian und Sasha Granovsky, Shepherds Heart Ministry, Netanya/

Un piccolo gruppo di credenti ha avuto la visione di portare nel sud
della Francia 15 coppie che hanno un ruolo direttivo di grossa
importanza ad un seminario finalizzato a rafforzare le loro relazioni
matrimoniali. Abbiamo avuto l'onore di far parte di questo team e
abbiamo visto come Dio ha ascoltato le nostre preghiere.

Le 15 coppie non costituivano un gruppo omogeneo. Alcuni erano 7 anni
sposati altri 25 e con figli di età differenti. Per queste ragioni e per
il fatto di essere un piccolo gruppo di credenti temevamo che potessero
crearsi delle tensioni emotive. Alla fine eravamo entusiasti di quanto
il gruppo fosse aperto per tutto il periodo. Il nostro piano giornaliero
prevedeva un sveglia di mattina presto con una breve riflessione
spirituale, seguita da un'ora di pausa dalle 7 alle 8. Nonostante questi
credenti siano maturi nella fede e credano alla guida di Dio, molti non
riuscivano a mantenere questa pausa col Signore. Questa pausa solo col
Signore è di enorme importanza, perchè quando Dio guida la nostra vita,
Comincia a portare equilibrio e ordine anche durante il resto del giorno
e della vita.

In tre occasioni di incontro mattutino abbiamo parlato dell'intimità con
il Signore, con il coniuge e con i figli. Dopo il pranzo insieme ogni
coppia aveva tempo libero e una serie di compiti che dovevano essere
espletati tutti insieme. Alle 17 ci siamo riuniti tutti per prepararci
per la cena insieme e la successiva pausa di riflessione sulla giornata
trascorsa. Alla fine della nostra settimana ci siamo lasciati con molta
stima reciproca, incoraggiamento e feedback positivo.

La maggior parte di loro ha intenzione di portare i contenuti appresi
durante il seminario nella propria comunità e di essere un esempio per
gli altri.

*3. Nuova comunità in Aschkelon*

/Israel Pochtar, Voice of Judah, Ashdod/

In Ashkelon vivono alcuni credenti che si incontrano regolarmente senza
avere un luogo fisso di riferimento per esempio per il nostro lavoro di
sostegno di alcune famiglie bisognose.

Abbiamo bisogno di aiuto e sostegno finanziario per affittare uno spazio
dove i fratelli posso incontrarsi e da dove possono partire i nostri
aiuti umanitari per le persone bisognose in Aschkelon.

Se pensate che Dio vi inviti a sostenere la fondazione di una nuova
comunità in un'altra città in Israele questo sarà per noi un grande
aiuto, a prescindere da quanto sostegno finanziario possiate dare.

Ashkelon è una città costiera a 8 miglia di distanza da Gaza. Si trova
costantemente sotto attacco missilistico. La città era una delle 5 città
dei filistei insieme a Gath, Gaza, Ekron und Ashdod. Si tratta del luogo
dove Dalila ha tagliato i capelli a Sansone per togliergli la forza che
aveva. Per un breve momento nella storia, durante l'era bizantina,
Aschkelon è stata una città cristiana. È una città ricca di storia, ma
per noi la cosa più importante è il suo futuro e il fatto che sappiamo
che Dio ci ha chiamato a fondare una comunità che possa essere un aiuto
per persone bisognose, per diffondere il vangelo e portare avanti il
regno di Dio in questa città. Per piacere aiutateci con preghiere e
aiuti finanziari per realizzare il piano di Dio per la città di Ashkelon.

amzi-focus-israel.net 

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Revive Israel: Alzati Africa!

Alzati Africa!

Yoni Koski

La Francia era "l'unica squadra africana" nella recente finale dei Mondiali, secondo il vicepresidente del Kenya, William Ruto - letteralmente metà della squadra francese aveva origini africane! Il loro successo è un indicatore dell'Africa in aumento, o semplicemente un'espressione delle sfide che molti africani in Occidente affrontano nel raggiungere i livelli più alti in qualsiasi cosa eccetto lo sport?

Dove tutto è iniziato

Revive Israel ha sostenuto un recente evento ad Addis Abeba, in Etiopia, capitale politica dell'Africa e sede del quartier generale dell'Unione africana e della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Africa - e il probabile paese d'origine della Biblica Regina di Saba e base dell'eunuco etiope in Atti 8. L'obiettivo del Forum per la restituzione Africa-Israeliana era di affrontare le cause profonde di alcuni dei problemi dell'Africa.

Il concetto centrale era che i peccati dell'Egitto contro il popolo ebraico (Eso 1: 8-14) non sono mai stati riconosciuti collettivamente dall'Africa, portando una maledizione - in definitiva oltre l'Egitto, ma anche tutta l'Africa per estensione, proprio come il peccato di Achan ha portato una maledizione su tutto Israele (Giosuè 7:20). Queste maledizioni di Egitto, schiavitù, leadership dispotica e omicidio di bambini, sono state quindi afflitte sull'Africa, quindi una lunga storia di schiavitù, spesso una leadership tirannica e un'alta mortalità infantile.

Maledizioni trasformate in benedizione L'ampia rappresentanza africana nel forum si è pentita a nome dei loro precursori egiziani, chiedendo perdono agli ebrei presenti e cercando di allinearsi con Israele. C'era anche una profonda riconciliazione tra gli etiopi e gli ebrei etiopi, così come il perdono nei confronti della razza bianca per i peccati del colonialismo, del neocolonialismo, del razzismo e della schiavitù della razza nera. Erano presenti anche ebrei dalla tribù alta e dalla pelle scura del Sud Sudan / Ovest Etiopia Neur tribù (Isaia 18: 7), che Dio toccò profondamente.

Diversi eventi interessanti hanno avuto luogo nello stesso periodo:

1. Durante il forum è stato firmato un trattato di pace tra le fazioni tribali in guerra che hanno ucciso decine di migliaia nel vicino Sud Sudan, inclusi molti Neur.

guarda qui <https://reviveisrael.us13.list-manage.com/track/click?u=30b73817e900dc2c9cbd89a4d&id=816d36bbe8&e=182723226d>.

2. Il giorno in cui lasciammo l'Etiopia, si tenne un evento per oltre 120 membri del parlamento etiope, incoraggiandoli vivamente a trasferire la loro ambasciata a Gerusalemme.

3. Il neoeletto presidente cristiano dell'Etiopia e il concorrente del premio Nobel per la pace, Abiy Ahmed

guarda qui <https://reviveisrael.us13.list-manage.com/track/click?u=30b73817e900dc2c9cbd89a4d&id=3dec290fb8&e=182723226d>, hanno normalizzato i rapporti con l'Eritrea confinante, dopo decenni di aspre lotte e la morte di decine di migliaia.

Guarda qui <https://reviveisrael.us13.list-manage.com/track/click?u=30b73817e900dc2c9cbd89a4d&id=096011cac5&e=182723226d>.

L’inizio in Egitto

Quindi, ci sono degli indicatori biblici di una nuova alba per l'Africa?

C'è un modello biblico di Israele che entra in Egitto in tempo di difficoltà: Abramo in tempo di carestia, insieme a Giacobbe e Giuseppe; Yeshua, Maria e Giuseppe erano rifugiati politici, e in futuro sembra che Yeshua entrerà in Egitto in tempo di difficoltà (Is 19: 1) e come parte della sua strategia per bonificare il pianeta terra (Ap. 1: 7), in rotta verso Israele. Questo modello biblico è incapsulato in Osea 11: 1, "Fuori dall'Egitto ho chiamato mio figlio".

Allora perché l'Egitto?

In Isaia 19:25, l'Egitto riceve un titolo straordinario da Dio: "Egitto, popolo mio". Perché? Dobbiamo guardare indietro alla Genesi! Il primogenito di Abramo era Ismaele, figlio di una madre egiziana e marito di una moglie egiziana. Dio gli disse che sarebbe stato il padre di "una grande nazione" (Gen 17:20) - nota NON "nazioni", e data la sua etnia e vicinanza, questo è sicuramente l'Egitto!

Nella cultura biblica, il ruolo principale e protettore del fratello maggiore è molto importante - quindi il fratello maggiore secondo la carne dovrebbe proteggere fisicamente e benedire il più giovane, Isacco - figlio della promessa.

Una Nuova Africa

Il Salmo 68:31 era una Scrittura guida per il Forum di Restituzione Africa-Israele: "I principi usciranno dall'Egitto; L'Etiopia tende presto le sue mani a Dio ".

Proprio come il resto dell'Egitto sta entrando in un nuovo allineamento con il resto di Israele, così l'Etiopia è chiamata a guidare l'Africa nel benedire Israele, rilasciando un'ondata di benedizioni per il tempo della fine del continente. Potrebbe essere che stiamo per vedere l'inversione dalla schiavitù, la corruzione e la dittatura, un risveglio traboccante dall'Africa?

Potrebbe un continente che ha trascorso secoli al servizio di altre nazioni, ora si alza per diventare il primo fra eguali?

Preghiamo insieme perché l'Africa sia liberata nella pienezza del suo destino nel Signore!

<https://reviveisrael.us13.list-manage.com/track/click?u=30b73817e900dc2c9cbd89a4d&id=a4af225741&e=182723226d>

La Storia di Revive Israel

Asher Intrater condivide la storia di come il ministero di Revive Israel ha iniziato e si è sviluppato nell'ultimo decennio.

Guarda qui! <https://reviveisrael.us13.list-manage.com/track/click?u=30b73817e900dc2c9cbd89a4d&id=2d87981c1d&e=182723226d> Sottotitoli in: cinese, danese, olandese, francese, coreano, polacco, portoghese e spagnolo.

RI Website
<https://reviveisrael.us13.list-manage.com/track/click?u=30b73817e900dc2c9cbd89a4d&id=53968cb471&e=182723226d>

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Al Presidente Jair Bolsonaro

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica e io ci complimentiamo con il neo eletto Presidente della Repubblica Federale Brasiliana Jair Bolsonaro. Questa elezione è importante e rafforza il fronte che lotta contro il terrorismo, contro il caos voluto dai poteri forti, guidati dall’affamatore dei popoli Soros.

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L’Iran e i suoi servi

Come e dove potrebbe scoppiare una guerra al confine settentrionale di Israele

di Ugo Volli

Da qualche anno ormai il pericolo per Israele viene dal Nord. Dall’Iran, lontano mille chilometri a Nord Est, privo quindi di ogni pretesto territoriale, ma che ha fatto dell’odio per Israele il centro della sua propaganda e anche un obiettivo concreto del suo imperialismo: un paese di 80 milioni di abitanti (mentre Israele ne ha meno di 9), molto vasto, ricco di petrolio e altri minerali, internazionalmente ambito come cliente e fornitore di idrocarburi con una buona base scolastica e universitaria e un’industria sviluppata che gli ha consentito di sviluppare molte armi moderne e anche di portare avanti per decenni un programma atomico oggi sospeso ma assai vicino alla bomba nucleare, ancor più di quanto si credesse. Più vicino dell’Iran c’è la Siria, che dipende fortemente dagli ayatollah ma è da sempre un nemico giurato di Israele. Assad ha messo a disposizione delle armate iraniane il suo territorio e le sue infrastrutture, e Israele ha contrastato nel corso degli ultimi anni questa invasione silenziosa con bombardamenti mirati di depositi, strutture militari fabbriche e centri di ricerca, riuscendo a impedire che le capacità offensive dell’Iran arrivassero ai suoi confini. Ma questo sbarramento difensivo dell’aviazione non è più attivo dal 17 settembre, quando la contraerea siriana, reagendo nel panico a un precedente attacco israeliano ad un deposito di armi, ha abbattuto un aereo spia russo. La Russia ha incolpato Israele dell’incidente, con argomenti tecnicamente assai poco fondati, ma sostenuti dalla sua scelta politica di rompere a favore dell’Iran l’equilibrio che aveva mantenuto con Israele.

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