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Ivan Basana

Ivan Basana

Nel 1995 si reca con la moglie Andie per la prima volta in Israele e da allora inizia un’appassionato coinvolgimento con il popolo di Israele. Incaricato pastore nel 2001, fonda l’anno successivo con altri fratelli “Evangelici d’Italia per Israele”, diventandone presidente nel 2003. Cura a Padova la congregazione evangelica “The New Thing” della Chiesa Nuova Pentecoste. Nel 2004 nasce l’omonima attività editoriale su argomenti messianici (13 titoli in catalogo + 3 coedizioni e 3 DVD), accompagnata da un’intensa attività congressuale: 11 Raduni Nazionali (di cui quello storico del decennale a Gerusalemme) e 2 Internazionali oltre a vari convegni e riunioni in tutta Italia. Nel 2006 realizza il primo gemellaggio tra una Chiesa Evangelica italiana e una Congregazione Messianica di Israele seguito da un secondo nell’estate del 2010 a Gerusalemme.

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RISPOSTA AD ALESSANDRO JOVINO SU "POPOLO EVANGELICO SII PRUDENTE" CON ISRAELE NON SI SCHERZA.

Caro Alessandro,

ho letto con interesse il tuo resoconto e ti invio alcune mie considerazioni in merito che probabilmente possono servirti ad un quadro più omogeneo della situazione. Anche se ci siamo incontrati forse un paio di volte in occasioni di incontri organizzati dal past. Bruno Ciccarelli, vorrei sottolinearti l'operato di Evangelici d'Italia per Israele (EDIPI) nel coinvolgimento all'operazione Har Hevron.

Inoltre devi considerare che gli incontri recenti di Palermo e Catania (in quest'ultimo ho partecipato) hanno avuto due preamboli al Centro Uria in autunno e a Torino a gennaio. In entrambi ero presente e se ti ricordi, ti avevo segnalato l'evento al Centro Uria e non essendoci il sen. Malan, forse non era in evidenza nella tua agenda. Anche a Torino non c'eri nel work-shop condotto da Walter Lento assieme al senatore Malan, il pastore Corrado Maggia e il sottoscritto: in maniera emblematica siamo tutti e quattro associati ad EDIPI!

Condivido con te l'importanza degli incontri siciliani vista la presenza degli ospiti israeliani, ma avendo partecipato a tutti e tre gli incontri con un mio contributo diverso a seconda dell'auditorio presente, posso garantirli sull'evoluzione del progetto nel suo insieme e nel contempo un ridimensionamento del coinvolgimento mio personale e di EDIPI come associazione. Per chi è stato attento a Catania, questa mia è stata una decisione maturata in risposta alla prima domanda di Walter e a cui ho fatto un preciso riferimento evangelico: "Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinchè il seminatore e il mietitire si rallegrino insieme. Poichè in questo è vero il detto -L'uno semina e l'altro miete-. Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica".

Nel mio caso il riferimento alla semina era molto pertinente all'evento di Catania in quanto illustravo la vicenda sui semi ibridi di carciofi "Concerto" e "Opera" di una azienda di Catania piantati a Tifrah nel Neghev e ompletamente finanziata da EDIPI.

A questo punto è importante fare una precisazione sul modesto operato di EDIPI in relazione all'ambizioso progetto di Har Hevron. In più di un'occasione ho riconosciuto la valenza profetica dell'iniziativa che coinvoge in prima persona Walter Lento con Vincenzo Saladino che conosco da circa 6 anni, quando mi espose un progetto di collaborazione turistica tra la Calabria ed Israele. Ho anche fatto un chiaro riferimento al mancato adempimento della dichiarazione di Sanremo e come l'inizativa di Har Hevron rappresenterebbe una prima iniziale riparazione.

Fin qui non ho alcun problema nell'auspicare il miglior successo a questa iniziativa: d'altro canto la mia storia personale parte ben prima del 20/02/2002, data di nascita di EDIPI. Nel 1987, per primi in Italia, proponemmo i prodotti AHAWA, realizzati da Helena Rubinstein, con sali e fanghi del Mar Morto e poco dopo progettammo un sale speciale, sempre del Mar Morto, integrato con zolfo, per uso professionale in idroterapia (lo chiamammo SALE JERUSALEM). Pur avendo la possibilità di andare fin da allora in Israele su invito dei miei interlocutori professionali, attesi il 1995 in coincidenza di un importante evento internazionale pentecostale, avvalendomi dell'agenzia di viaggi del past. Alfonso Marchetta, ora con il Signore, che sarebbe diventato vicepresidente EDIPI. Da allora fino ad oggi sono andato ogni anno, e talvolta due, in Israele.

Per cui il mio interesse ha sempre mantenuto la doppia valenza economica/professionale con quella biblica/spirituale, caratterizzando l'attività della mia azienda (biaccabi.com), leader nazionale nel campo dell'ozono,in sinergia con l'attivita di EDIPI (edipi.net). Noi abbiamo seminato in piccolo e spero che con Har Hevron raccolgano in grande.

Se vuoi altri particolari sugli interscambi (importo ed esporto in Israele) o sui progetti sanitari in atto o in fase di verifica realizzativa, sono a tua disposizione; così come pure sul coinvolgimento societario con una cooperativa agricola del Neghev.

Inoltre è importante valutare l'operato di EDIPI in campo biblico/spirituale: siamo gli unici che organizziamo viaggi di archeologia biblica, abbiamo pubbliato oltre 20 libri specialistici sull'argomento di Isarele, tra Raduni Nazionali, Convegni Internazionali e Incontri Regionali abbiamo all'attivo più di 30 iniziative in 17 anni di attività e sempre coinvolgendo ebrei messianici, quelli cioè che, pur rimanendo ebrei al 100%, hanno avuto la rivelazione che Gesù è il Messia.

Questo è un punto delicato con i rapporti con Israele: EDIPI sostiene gli ebrei messianici che in molte areee periferiche di Israele, come potrebbe esser Har Hevron, se non perseguitati sono fortemente discriminati. Il fatto di aver levato la scritta di "Gesù Cristo è il Signore" a Catania è sintomatico, e bene ha fatto il pastore Ottavio Prato, che stimo e che si è comportato saggiamente, a precisare il suo operato, condividendolo pienamente, per la particolare situazione in cui è venuto a trovarsi. Altresì è da ricordare che qualche anno fa sempre nello stesso luogo con lo stesso Ottavio, la presenza dell'allora ben più importante ambasciatore di Israele in Italia, Noar Gilon, non comportò l'oscuramento della scritta "Gesù Cristo è il Signore".

Forse tu mi dirai che che in quest'ultimo caso si era assieme ad ebrei religiosi e non laici (l'ambasciatore Noar Gilon non aveva la kippah). Allora ti segnalo che nel 2005 il 4° Raduno EDIPI svoltosi a Milano nella chiesa del past. Giuseppe Piccolo, la scritta "Gesù Cristo è il Signore" era ben evidente e non fu rimossa: in sala c'era il presidente della Comunità Ebraica di Milano, il primo segretario dell'Ambasciata di Israle Shai Coen, e il rabbino Shlomo Bekor che mi inviò una lettera di ringraziamento e di apprezzamento. Successivamente potei anche testimoniare al rabbino del mio amore per Israele proprio come discepolo di Cristo il Messia. Walter Lento era presente sia allora a Catania che a Milano.

In sintesi il sostegno e l'aiuto a Israele (abbiamo contribuito al finaziamento dell'Air-Dome, lo scudo di protezione missilistica oltre alla realizzazione di un rifugio mobile a Sderot) lo facciamo con le Istituzioni ufficali come Keren Hayesod (aiuti per l'Aliyah) o KKL (aiuti per la forestazione di Israele). Mentre il nostro coinvolgimento economico è prioritariamente quello di sostenere le congregazioni ebreo-messianiche in ottemperanza a quanto scritto in Rom.15:27:"...infatti segli stranieri sono stati fatti partecipi dei loro beni spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali".

Per questo motivo, pur condividendone gli scopi, non mi son sentito di firmare il documento finale. Per EDIPI è molto più importante far crescere la Chiesa nel ruolo che avrà in questi ultimi tempi assieme ad Israele per l'avanzamento e la realizzazione del Regno di Dio. Pensiamo che i corsi di Israelologia iniziati con il prof. Rinaldo Diprose, direttore degli studi dell'IBEI, ora con il Signore e a suo tempo consigliere teologico di EDIPI, siamo funzionali al conseguimento dell'obbiettivo. Per questo motivo li stiamo riproponendo: appuntamento sabato 3 marzo a Milano (vedi edipi.net).

Shalom

Il Super Bowl 2018 agli Eagles di Philadelphia.

La vittoria degli Eagles si può definire un vero miracolo. La squadra dei New Englands Patriots di Boston era data come super favorita, capitanata comm'era dal famoso quarterback Tom Brady, ma la sconfitta per 41-33 non ammette discussioni. Di vero miracolo esaudito si deve trattare viste le preghiere dei tifosi di Philadelfhia, tra cui moltissimi sionisti cristiani e che, se i Patriots potevano contare su Tom Brady, dall'altra parte Nick Foles quarterback degli Eagles, in predicato di diventare pastore evangelico, con i suoi lanci mandava in meta Zach Ert e Fred Barnett, con i più classichi "voli d'angelo" per evitare i placcaggi. Mete realizzate con spettacolari "voli d'angelo" da una squadra che aveva preparato in preghiera la partita e che prima di cominciare ha visto alcuni suoi giocatori a sugellare il patto con Dio con il battesimo per immersione. A fine partita Nick Foles ha voluto ringraziare il Signore Gesù riconoscendone il merito di questa vittoria, avendo trasmesso a tutti i giocatori, tra i quali molti credenti "born again", serenità, autocontrollo, concentrazione e consapevolezza della vittoria, dando quindi il via ad un'entuasiastica festa che ha coinvolto tutta Philadelphia. Lo sconfitto Tom Brady ha potuto invece solo consolarsi, assieme ai due figli, tra le braccia della moglie: la supermodella Gisele Bundchen.

COMUNICATO DEL PRESIDENTE

Quest'ultimo week-end del 27/28 gennaio 2018 è stato quanto mai importante oltre che impegnativo per me.

L'assemblea soci si è svolta regolarmente e in maniera costruttiva da parte delle 12 persone presenti, quanto mai utili per i contributi ed i suggerimenti. La nostra segretaria Annalisa, ormai da qualche settimana in Israele per il programma di SAREL, vi aggiornerà della relazione ed il bilancio con una comunicazione a parte.

Esemplare è stata l'accoglienza della pastora Vanda Pistono nella sala della chiesa evangelica che si riunisce a Ciriè, inoltre ha confermato un fattivo coinvolgimento della sua congregazione con gli scopi ed obiettivi di EDIPI. Un nutrito numero delle nostre edizioni le è stato consegnato in conto vendita e a tal riguardo annunciamo che il responsabile EDIPI per la Lombardia, past. Gugliemo Bianchini, inaugurerà a Milano nella sua chiesa la libreria EDIPI con tutti i titoli vecchie nuovi disponibili. Ricordiamo che tutte le chiese affiliate ad EDIPI possono avere le nostre edizioni in conto vendita al 50%. Nella prolusione iniziale di presentazione ho ricordato un versetto del vangelo di Giovanni che inquadra bene la situazione attuale di EDIPI. Giov.4:36-38 "Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinchè il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.Poichè in questo è vero il detto *L'uno semina e l'altro miete*. Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica". Nel 2002 quando abbiamo iniziato con noi incominciava anche Marcello Cicchese a pubblicare le sue "Notizie di Israele". Sucessivamente invitando a più riprese "Christian for Israel International", Ebenezer, L'Ambasciata Cristiana di Gerusalemme, declinammo l'offerta di diventare la bandierina italiano sul loro mappamondo. Fummo i primi a promuovere Jakob Damkani e Ramon Bennet con i loro libri; invitammo la Chiamata di Mezzanotte, sorta solo nel 2004, al ns. Raduno del 2005 a MIlano. Per primi realizzammo due gemellaggi con congregazioni messianiche in Israele: nel 2006 con Beit Emmanuel a Jaffa dei coniugi Lazarus e nel 2010 con Beit Netanel a En Kerem da Rachel Netanel. Più recentemente incoraggiammo il past. Antonio Izzo della Chiesa Nuova Pentecoste di Napoli di gemellarsi con la congregazione del past. Micheal Yaron di Rishon LeTzion. Tralasciando i 16 Raduni Nazionali, i 3 Congressi Internazionali, le decine di convegni regionali in Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia segnalo che con la pubblicazione delle Parashot del duo "Canetti/Cicchese" sono ormai 21 le pubblicazioni edite a vario titolo da noi. Penso che una buona semina sia stata fatta e mi rallegro in sieme a quanti stanno attualmente mietendo dove abbiamo seminato. Se non altro è una conferma che si è seminato con cura; l'unico pericolo è che con l'entusiasmo per Israele non si scivoli nel piano inclinato della giudaizzazione della Chiesa. In tal senso la nuova pubblicazione di EDIPI "Sta Scritto" con l'originale commento delle Parashot elaborato da un ebreo, il dr. Fulvio Canetti, e da un evangelico, il prof. Marcello Cicchese esce con tempistica stategica.

La serata di sabato 27 gennaio si è conclusa con un importante momento di riflessione sugli eventi riguardanti la Shoah organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Memoria nell'ambito del progetto "Teatro Civile al Teatro Comunale di Cambiano". L'incontro prevedeva un'ampia selezione di canti ebraici della corale "Arpa di David", la testimonianza degli studenti partecipanti al treno della Memoria in vista a Budapest e Auschwitz, l'intervento della prof.essa Renata Coppo sulle leggi razziali e quello mio in conclusione su i fatti preparatori e le conseguenze alla Shoah, con un particolare riferimento alle figure di Giorgio Perlasca ed Ettore Castiglioni. Riguardo a quest'ultimo eroe della Resistenza che sacrificò la sua vita per salvare ebrei e perseguitati politici dalla furia nazifascista e che abbiamo ricordato nel recente viaggio EDIPI di Hanukkà, abbiamo in corso il completamento del progetto di riconoscimento di Giusto tra le Nazioni allo Yad Vashem. Abbiamo contattato Susanna Kokkonen direttrice di Christian Friends of Yad Vshem di Geusalemme per verificare la fattibilità di un contatto tra diverse associazioni cristiane e non, coinvolgendole nel conseguimento, soprattutto economico del progetto.

Al momento ho ricevuto solo tanti complimenti (Ebenezer, Christian for Israel International, il CAI e la casa editrice Hoepli), vedremo se seguiranno fatti concreti. L'indomani, domenica 28 gennaio, ospite della chiesa evangelca di Cambiano curata dal prof. Ferruccio D'Angelo, ho avuto spazio sufficente per "spaziare" sull'aspetto escatologico dei tempi attuali con Israele e la Chiesa protagonisti. Che il Signore Yeshua ci guidi e ci dia sapienza per le prossime decisioni da prendere (Giac.1:5).

 

LETTERA APERTA A MARCELLO CICCHESE DI "NOTIZIE DI ISRAELE"

Caro Marcello, ieri riportavi l'articolo di Giordano Stabile sulla "Stampa" di Torino: l'ira di Abu Mazen "Noi a Gerusalemme prima degli Ebrei", con il sottotitolo,"il leader dell'ANP: i palestinesi discendono dai cananei". Tutto questo dipende oltre che dalle recenti decisioni dell'UNESCO, tendenti a cancellare qualsiasi riferimente alle radici ebraiche dell'area medio-orientale, anche per l'incoraggiamento dal successo del loro revisionismo storico e dal lavaggio di cervello del mondo con la GRANDE MENZOGNA di un popolo palestinese. Basandosi su quel mito, ora ,e proprio in concomitanza con il Giorno della Memoria, possono affermare di esse stati duplici vittime degli Ebrei: nella conquista di Canaan da parte degli Israeliti e di nuovo dagli Israeliani in tempi moderni. La conseguenza è la creazione del criminale ossimoro omologando gli ebrei di oggi ai nazisti di qualche decennio fa. C'è però un fatto che vorrei denunciare. Da troppo tempo circolano ancora Bibbie, anche di recentissima pubblicazione che riportano all'interno le cartine geografiche con la dicitura "La Palestina al tempo di Gesù", per non parlare... "ai tempi di Abramo". Tralascio di dilugarmi sul fatto che il termine Palestina è un nome coniato dai Romani nel 135 dC, per cancellare il nome di Israele, ma è grave che questo termine venga usato anche oggi con dei riferimenti decisamente sbagliati. Già qualche anno fa protestai con il Culto Evangelico delle domenica mattina alle 7:30 sul 1° programma della RAI nazionale che faceva riferimento al seminatore della famosa parabola evangelica, come fosse un contadino palestinese e in un'altra trasmissione definiva Maria, la madre di Gesù, una giovane palestinese. Se queste affermazioni circolano in ambienti cristiani, non dobbiamo stupirci se anche Arafat, in una vigilia di Natale, dichiarò che Gesù era un Palestinese. Mi piace concludere con quanto scrive Eli Hertz su "Questa terra è la mia terra". "Le contaddizioni abbondano; i leader palestinesi affermano di discendere dai Cananei, dai Filistei, dai Gebusei e dai primi Cristiani. Si sono appropriati di Gesù, ignorando la sua ebraicità, proclamando al tempo stesso che gli Ebrei non sono mai stati un popolo e non hanno mai costruito templo santi a Gerusalemme".

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