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Laura Calasso

Laura Calasso

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3° Incontro di Israeologia – 12 Maggio 2018

l terzo ed ultimo incontro del Corso di Israeologia, presieduto dal Past. Ivan Basana, Presidente di Evangelici d’Italia per Israele, si è aperto affrontando il tema “Israele fra il presente (attualità) e il futuro”, in quanto a distanza di due soli giorni dalla celebrazione del 70° anniversario dalla nascita dello suo Stato Israele si trova ad affrontare, per l’ennesima volta, un’emergenza difensiva dallo tsunami di migliaia di “palestinesi” che inneggiano alla “marcia del ritorno” nella “loro terra”.

E pensare che Gaza fu ceduta nel 2005 da parte delle migliaia di ebrei che forzatamente lasciarono le loro case, con lacrime e tanta sofferenza, ai palestinesi perché questo atto avrebbe portato la pace…; non ci può essere pace con chi vuole solo guerra e distruzione di Israele e del suo popolo, come sancito dallo statuto di Hamas. Da non trascurare il fatto che a Gaza c’é una presenza di arabi che credono in Yeshua per i quali è importante pregare perché corrono grandi rischi per la loro stessa vita. Proprio un articolo apparso su Repubblica il venerdi precedente evidenzia che in Iran l’economia è ai minimi storici perché la moneta ha avuto una svalutazione del 100% in quanto tutte le risorse economiche sono utilizzate per il terrorismo. La popolazione vive in situazioni disastrose non a causa di Israele ma a causa dei finanziamenti a favore degli armamenti.

Dal Golan la Siria riesce a dominare tutta la pianura di Izreel  e le armi di Harmageddon sono tutte nei confini del Libano per attaccare Israele. A Sud ovest i palestinesi premono sui confini fra Gaza e Israele…

Il Presidente Basana fa notare come sia importante sfruttare questo particolare momento per poter trovare gli strumenti adatti per porci in maniera critica e sostenere correttamente Israele e la rivelazione del Messia. Golda Meier sosteneva che il problema palestinese è difficile da risolvere finché le madri palestinesi odieranno gli ebrei più di quanto amino i propri bambini. E’ un’ideologia della morte che viene promossa!

Il fatto che Israele si sia affermato come Stato sovrano dal 1948 e sia sfuggito ai vari tentativi di distruzione va spiegato prima di tutto grazie all’intervento divino ma anche con il fatto che il sionismo americano ha aiutato finanziariamente lo Stato di Israele a sopravvivere, mentre il contributo degli Evangelici è stato marginale; dal 19° secolo gli Ebrei della diaspora erano spinti misteriosamente a ritornare nella terra desertica dei loro avi (come descritto nel bel libro di Golda Meier) con il sostegno importantissimo delle comunità ebraiche americane. E’ evidente che in questa iniziativa secolare c’era l’assoluto controllo di Dio!

Tre date:

1917 Focolare Nazionale ebraico (dichiarazione Balfour)

1920 Valore legale e indiscutibile (dichiarazione di S. Remo)

1947 Dichiarazione ufficiale ONU (unica astenuta la Gran Bretagna)

A questo punto il Presidente Basana fa una bella lezione di storia ricordando come durante la prima guerra mondiale Weizman scopre la possibilità di utilizzare l’acetone nella preparazione delle armi nel conflitto bellico.

Considerando il passaggio di Romani 9: 6-13 ci si è posti la domanda se tutto Israele o il residuo di Israele sarà salvato? I figli della promessa sono considerati Israele, cioè i figli di Giacobbe. Questo testo insegna che non tutti i discendenti di Israele sono Israele in senso stretto, come parte del residuo che rimane fedele. Paolo cita in Ro 11:2-4 i 7000 fedeli che non hanno piegato il ginocchio…., così dunque anche nel tempo presente è stato lasciato un residuo.

In Israele ci sono 20.000 ebrei che hanno ricevuto la rivelazione di chi è il Messia, questi sono il residuo presente. Gli ebrei laici vedono con più favore gli ebrei messianici che non gli ortodossi, perché questi ultimi vengono mantenuti dallo Stato, non lavorano, non pagano le tasse, non fanno il militare. Le congregazioni messianiche sono autonome nel celebrare il culto, ognuna secondo la libertà che lo Spirito Santo dà a ciascuno; ma non ci sono discordie fra di loro né polemiche, né problema alcuno. Non c’è una forma di religiosità, fra di loro, c’è unità e amore reciproco. Si ritrovano una volta al mese a livello locale e una volta ogni tre mesi a livello nazionale; breve considerazione: le chiese evangeliche italiane avrebbero molto da imparare dalle congregazioni messianiche!

Il residuo di Israele è quello che darà vita ai 144.000 e avrà un ruolo negli ultimi tempi. Paolo dice che tutto Israele sarà salvato; allora è un residuo o tutto ? La contraddizione è più apparente che reale perché Zaccaria afferma che due terzi saranno sterminati, ma un terzo sarà preservato.

L’aiuto finanziario che Edipi (e solo Edipi) assegna ogni anno agli Ebrei Messianici aiuterà a ridurre quei due terzi destinati alla distruzione. Il residuo riguarda gli Ebrei Messianici che sono attualmente in Israele e il loro ruolo è importantissimo perché avranno il compito di portare i fratelli secondo la carne alla rivelazione del Messia.

Israele e il Regno Messianico La sessione pomeridiana si è concentrata su questo argomento e sono stati letti molti passaggi biblici; in Atti 1:6-8 Gesù voleva dire che il ristabilimento del regno a Israele doveva essere un passaggio di testimone da Israele alla Chiesa, ma il mandato della Chiesa sta per terminare in questi tempi.

Fino a 30 anni fa non c’era una visione su Israele, ma oggi sì ed è bene che sia così. Ciò non significa assolutamente giudaizzare la Chiesa e se questa tendenza emerge occorre tornare all’equilibrio indispensabile della Scrittura: ai Gentili non viene richiesto di diventare Giudei o Ebrei, ma di simpatizzare con essi, offrendo riconoscenza e amore. Il cielo deve tenere accolto Gesù fino al tempo della restaurazione di tutte le cose. Quanto al ravvedimento di Israele e al suo ruolo nel Regno Messianico è naturale che il posto di Israele sia sopra le nazioni della terra.

Conclusione

Per troppo tempo si è insegnato l’ Ecclesiologia ed è giusto, ma insieme si deve insegnare anche l’Israeologia per evitare la deriva storica che si è attuata in questi duemila anni. La visione della nuova Gerusalemme descritta in Apocalisse 21 chiarifica le due istituzioni: Israele e la Chiesa le quali, insieme alla Famiglia, sono le tre istituzioni più importanti per Dio.

E’ sotto gli occhi di tutti che la Chiesa è sotto attacco (a Londra edifici di chiesa diventano moschee), Israele è sotto attacco, la Famiglia è sotto attacco. Il Pastore Basana spera che queste tre intense lezioni siano uno stimolo per mettere in pratica il versetto 1 del cap. 62 di Isaia: “Per amore di Sion io non tacerò e per amore di Gerusalemme non mi darò riposo finché la sua giustizia non spunti come l’aurora e la sua salvezza come una fiaccola ardente”

Certa di condividere il pensiero di tutto il gruppo di studio, sono grata e ringrazio il Presidente Basana e sua moglie Andie per aver così generosamente messo a disposizione la profonda conoscenza maturata in oltre ventanni sul tema Israele e la Chiesa, per aver profuso senza risparmiarsi energie e tempo e per essersi docilmente sottoposti alle numerose domande e confronti anche a sessione terminata. Che Dio possa ancora usarli nel Suo piano divino di semina, come ha fatto fino ad oggi, affinché al tempo opportuno ci sia un abbondante raccolto, come sta accadendo proprio sotto i nostri occhi.

Un particolare ringraziamento al Pastore Guglielmo Bianchini del Centro Eben Ezer e a sua moglie per aver ospitato queste tre giornate di studio, per l’accoglienza, la guida, l’organizzazione e la cura nella preparazione dei pasti consumati in semplicità e armonia.

Report sul Corso di Israeologia

Relazione sulla prima giornata del Corso di Israeologia

 

Sabato 4 marzo, in una giornata molto fredda caratterizzata da un’ abbondante nevicata , si è tenuto a Milano  il primo dei tre incontri-studio del Corso di Israeologia presso la Chiesa Eben Ezer del Pastore Guglielmo Bianchini che ringraziamo, assieme alla moglie Laura,  per la squisita ospitalità.

Il Pastore Basana, Presidente Edipi, ha introdotto il Corso facendo un’ampia panoramica sul ruolo che Evangelici d’Italia per Israele, nato nel 2002, ha avuto nell’approfondire le relazioni tra il mondo ebraico e il mondo evangelico non solo in Italia, soprattutto con le sinagoghe di Padova e Milano, ma in modo particolare creando un legame molto forte con le chiese messianiche in Israele  promuovendo 3 gemellaggi.

Con questo Corso Ivan Basana ha voluto colmare il vuoto lasciato dal Prof. Rinaldo Diprose, ora con il Signore, raccogliendo il “testimone”  lasciato da quest’ultimo  su un argomento importantissimo, utilizzando la ristampa del libro “Israele e la Chiesa” come strumento di studio del Corso di Israeologia, spiegando che il suo intento è di creare un laboratorio per Israele non solo teorico, ma soprattutto pratico.

Questo, ha spiegato Basana, non vuol dire giudaizzare la chiesa perché sarebbe come spingere la frizione e l’acceleratore contemporaneamente senza ottenere alcun risultato, ma piuttosto amare, pregare  e conoscere Israele e il suo popolo in profondità, ma con equilibrio.

Il tema principale della sessione mattutina ha riguardato la Teologia della Sostituzione che fin dal secondo secolo ha permeato se non invaso completamente la chiesa, sottintendendo anche quella evangelica e che non è altro che un paganesimo cristianizzato.

Questo aspetto è stato messo in particolare evidenza dai Pontefici Giovanni Paolo II e Ratzinger i quali, in visita alla Sinagoga di Roma, hanno chiamato gli Ebrei “Fratelli Maggiori” (malinteso intenzionale perché secondo Genesi 25:21-23 Israele è rappresentato da Giacobbe,  fratello Minore e non da  Esau’ fratello Maggiore).

Per questo e per molti altri motivi, un atto pratico che possiamo fare quando andiamo al Muro del Pianto a Gerusalemme è chiedere perdono a Dio, come italiani, per la TdS, rimuovendo così il contenzioso che ci lega a questo fraintendimento.

Altra richiesta di perdono come italiani è aver distrutto il giudaismo nel 70 d.C. con la distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera di Tito. Dobbiamo immedesimarci con gli italiani che hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico, così come facevano i profeti dell’ AT come  Daniele, Geremia, ecc. che chiedevano perdono per i peccati del proprio popolo.

Questo è un principio fondamentale che ci aiuta a sciogliere dei  legami spirituali che riguardano la Nazione Italia.

Il Pastore Basana chiede anche la collaborazione dei credenti per contestare ogni volta e in qualunque sede l’errata dicitura Palestina anche dai testi più autorevoli, visto che il termine “Palestina” è un nome fittizio che l’Imperatore Adriano ha voluto sostituire al nome originale “Israele” per cancellare definitivamente questo termine  e che continua ad essere usato impropriamente,  nonostante dal 1948 esista uno Stato  che si chiama  Israele; così come bisogna contrastare in ogni modo possibile l’ignobile boicottaggio dei prodotti provenienti dai cosiddetti “territori occupati”.

Oggi  esistono più di 300 Congregazioni  Messianiche in Israele che hanno un compito difficilissimo: quello di far conoscere ai loro fratelli il loro Messia Yeshua, così come faceva l’Apostolo Paolo, ma l’aspetto più rivoluzionario di Gesù è che ha chiesto proprio agli Ebrei Suoi Apostoli  di evangelizzare i Gentili fino ai confini della Terra.

Gli Ebrei Messianici vanno incoraggiati, sostenuti e aiutati e EDIPI riveste principalmente questo ruolo oltre a coinvolgersi per l’aliya, anche se trova molti ostacoli quando cerca di far fare aliya a  Ebrei Messianici, il cui visto d’entrata definitivo viene rifiutato.

Ezechiele 37 si svilupperà in due fasi: la prima è la riunificazione del “corpo” nel senso più ampio del termine,  la seconda riguarda lo Spirito sparso sul “corpo” che lo fa rivivere attraverso la rivelazione di Yeshua e il Movimento Messianico è uno strumento di questa rivelazione.

Un’altra informazione emersa riguarda la piena consapevolezza degli Ebrei che ci sarà una grande guerra e si stanno già organizzando per realizzare una grande banca del sangue per poter far fronte alle necessità quando il conflitto sarà scatenato.

Deuteronomio 38 stabilisce una terra per poter accogliere TUTTI gli Ebrei  che desiderano tornare nella loro Patria, soprattutto  in un periodo come quello attuale in cui si sta ingigantendo a macchia d’olio un antisemitismo mai sopito.

Durante la sessione pomeridiana sono state poste domande che riguardavano le Feste Ebraiche e come i credenti si devono porre a questo riguardo.

Ciò che è emerso dal vivace dibattito  è che i credenti sono liberi di partecipare o festeggiare qualunque aspetto della vita e delle usanze del popolo ebraico, frequentando anche le sinagoghe per dimostrare  la propria vicinanza e il proprio interesse al mondo ebraico, ma ciò non deve essere considerato in alcun modo un obbligo né, tanto meno,  un modo per “giudaisizzarsi” perché la Scrittura non ce lo chiede assolutamente. Ci vengono richieste poche cose e molto chiare in Atti 15.

Non sono stati affrontati alcuni temi previsti in questa prima giornata che avremo modo di sviluppare nel prossimo corso.

L’incontro ha rappresentato anche un’opportunità per conoscere nuovi credenti interessati a Israele e allacciare progetti comuni.

 

UNESCO E ISRAELE

Ringraziando la nostra associata Laura Calasso segnaliamo questa iniziativa quanto mai importante!

In merito alla decisione dell'Unesco di disconoscere il Muro del Pianto come luogo di appartenenza degli Ebrei, Vi giro la mail che ho inviato all'ambasciatrice Lomonaco con copia al Gabinetto del Ministro Gentiloni e al Premier Renzi. Sentitevi liberi di affollare la scrivania di questa signora che quanto a storia è ignorante e superficiale...e pericolosa.

Grazie Anche se dubito che qualche solerte e zelante segretaria farà pervenire questa mail sulla sua scrivania, provo lo stesso (la speranza è l'ultima a morire) a manifestarle la mia personale disapprovazione e formale protesta a farmi rappresentare, quale cittadina italiana, da persone impreparate, ignoranti, superficiali e qualunquiste come lei ha dimostrato di essere su una decisione che considero di fondamentale importanza per i già precari equilibri della politica medio orientale in corso, in un periodo storico in cui evidenti rigurgiti antisemiti stanno diventando una drammatica realtà. Essere "ambasciatore" significa parlare a nome di qualcuno, rispettandone e, possibilmente, condividendone i principi e i valori fondamentali.

Essere "ambasciatore" non significa conoscere tutto ma approfondire gli argomenti e le tematiche che di volta in volta si presentano all'esame per essere coerenti e conoscitori della verità, della cultura e della storia. Votando l'astensione dell'Italia, assieme ad altri 26 paesi scellerati, lei ha dimostrato di non essere preparata al voto, permettendo così che una decisione drammatica, antistorica, antisemita, anticristiana, negazionista e molto pericolosa acquisisse la maggioranza. Cancellando i siti storici di un popolo se ne cancellano automaticamente la storia e il diritto ad esistere. L'Unesco ha eliminato, grazie al suo voto, più di 3000 anni di storia ebraica, i luoghi santi che sono da sempre l'essenza del Popolo di Israele sono stati spazzati via e consegnati agli arabi che non hanno su di essi nessun diritto storico, religioso e politico. La ritengo responsabile di questa aberrante decisione perché probabilmente non si rende neanche conto del danno che ha portato all'immagine dell'Italia, che sta cercando di riscattarsi e prendere le distanze dagli obbrobri delle leggi razziali, quando si preferiva voltare la faccia da un'altra parte quando si leggeva sulle vetrine dei negozi "fuori i cani e gli ebrei".

Lei ha fatto proprio questo con il suo "non voto": voltare la faccia da un'altra parte facendo finta di non vedere....aprendo uno scenario che se nel passato ha portato alla Shoah, è difficile ma non impossibile prevedere a cosa porterà. Una "tirata d'orecchie" l'ha ricevuta anche dal Premier Renzi che proprio oggi ha DISAPPROVATO la decisione dell'Unesco e quindi indirettamente anche il suo operato di ambasciatrice. Meno male che qualcuno la storia la conosce e prende una posizione, ma il danno purtroppo è fatto. Per approfondire l'argomento "Muro del Pianto" la invito a leggere un libro, il più venduto al mondo che non farà fatica a trovare: si tratta della Bibbia, così capirà cos'è il "muro del Pianto" perché lo hanno chiamato così e se le avanza tempo vada a Gerusalemme e con una buona guida ebraica scenda nel tunnel al di sotto del Muro del Pianto e "legga" la storia, quella vera. Per conoscere la verità bisogna scavare molto in profondità. Scavi a mani nude se necessario, ma scavi. Buon lavoro !

Report sul 2° Convegno Regionale EDIPI Lombardia

 Vigevano, 12 e 13 settembre 2015 Sabato 12 e domenica 13 settembre, al suono dello Shofar, il Gruppo Lode della Chiesa ospitante RIVER CHURCH di Vigevano ha aperto il 2° Convegno Regionale EDIPI della Lombardia.

Il tema del Convegno “Israele: l’orologio di Dio per gli ultimi tempi”, particolarmente adatto al periodo storico che stiamo vivendo, ha rappresentato una vera e propria cassa di risonanza per molte persone che sono giunte a Vigevano provenienti dalla Lombardia, dal Piemonte e dal Veneto, non soltanto coloro che hanno una fede personale nel Signore Gesù, ma anche persone che si pongono delle domande su ciò che sta accadendo nel mondo proprio sotto i nostri occhi e cercano risposte spirituali e bibliche alle ansie, incertezze e preoccupazioni sul futuro che ci attende.

Il Pastore della River Church Eduard Ottoboni e la moglie Katia hanno fatto gli onori di casa dando il loro caloroso benvenuto a tutti i partecipanti al Convegno, ai Pastori ospiti: Ivan Basana, Corrado Maggia, Ferruccio d’Angelo, Antonio Rozzini, William Rivas e Galidia Rincon e al Gruppo Vocale “Arpa di Davide”.

Dopo una breve spiegazione della sottoscritta sul ruolo di Evangelici d’Italia per Israele, Andie Basana, attraverso il suo appassionato messaggio sui moltissimi viaggi fatti in Israele, non soltanto in periodi di relativa tranquillità per il popolo Ebraico, ma e soprattutto quando la gente non andava in Israele per paura di attentati o addirittura lo scorso anno quando Israele viveva quotidianamente sotto attacco dei missili che partivano da Gaza, ha invitato a scegliere per le prossime vacanze Israele, Eretz Israel, la Terra d’Israele, privilegiandola ad altre destinazioni turistiche, per sperimentare di persona la bellezza di una terra che colpisce qualunque turista, soprattutto se cristiano, per sovrapporre un viaggio reale ad un viaggio ideale “camminando” sulle pagine della Bibbia.

Un altro aspetto di non poco rilievo sottolineato da Andie è che il nostro approccio nei confronti di Israele e del Popolo Ebraico non deve essere di tipo sentimentale; per i credenti amare Israele e il Popolo Ebraico non è un “optional” emotivo ma un imperativo biblico da manifestare attraverso la preghiera e l’intercessione (“Pregate per la pace di Gerusalemme”, “Consolate, consolate il mio popolo”), ma anche la manifestazione pratica del sostegno economico per aiutare le Congregazioni Messianiche e per fare aliya, perché il Governo Israeliano per far fronte alle minacce che arrivano da tutti i Paesi Islamici confinanti è costretto a investire per la propria Difesa Militare circa l’80% delle risorse finanziarie.

Graditissimo ospite a sorpresa del convegno è stato il Pastore Antonio Rozzini, della Chiesa Cristiana Evangelica ADI di Bergamo e Responsabile per l’Italia di International Christian Embassy of Jerusalem, che ci ha onorato con la sua visita e, dopo una breve spiegazione sulle finalità dell’ICEJ ha evidenziato che, nonostante alcuni segnali di apertura, nelle chiese Italiane sono purtroppo ancora presenti pregiudizi e poca conoscenza riguardo Israele, la pupilla dell’occhio di Dio. In occasione della prossima Festa delle Capanne (Sukkot), che avrà inizio il 28 settembre, il Pastore Rozzini accompagnerà un gruppo di 50 persone

Il Pastore Ivan Basana ha poi introdotto il tema che ha dato il titolo al convegno “Israele, l’orologio di Dio per gli ultimi tempi” presentando la pubblicazione, fresca di stampa, “Future” di Meno Kalisher che, con un linguaggio semplice e una veste grafica moderna e di facile comprensione, descrive gli eventi principali che accadranno nel prossimo futuro sulla terra e che influenzeranno la vita di tutti i suoi abitanti. In altre parole e con la precisione di Dio, quel 19% di profezie bibliche che non si sono ancora avverate si adempiranno nel tempo biblico degli “ultimi giorni” citato in Matteo 24. L’intervento si è poi focalizzato sulla situazione politico-socio-economica internazionale, come l’accordo scellerato USA-Iran sul nucleare, con il quale Obama ha di fatto voltato le spalle a Israele che vede nell’Iran il suo nemico più pericoloso, la legalizzazione dei matrimoni fra omosessuali già legittimato negli USA e in altri paesi della Comunità Europea, la destabilizzazione dei governi di alcuni Paesi Arabi con la conseguente guerra civile che ha provocato il fenomeno dell’immigrazione verso l’Occidente di migliaia e migliaia di profughi e rifugiati e l’avanzata dell’autoproclamato Stato Islamico, l’ISIS; tutti elementi che ci fanno comprendere come lo scenario mondiale stia cambiando velocemente ed è preoccupante ma legittimo pensare che convoglieranno nello sfaldamento dei confini degli Stati così come noi li conosciamo oggi.

La sessione pomeridiana è iniziata con il video di un’intervista alla socia Edipi Anna Guazzelli che ha testimoniato del suo amore incondizionato nei confronti del popolo Ebraico e di Eretz Israel nato in seguito al suo primo viaggio in Israele nel 2012 e nel suo pieno coinvolgimento nella vita del popolo Ebraico.

Dulcis in fundo la Corale “Arpa di Davide”, presentata dal Pastore Ferruccio D’Angelo, che ha anche brevemente spiegato come il Signore lo abbia coinvolto, suo malgrado, nel Ministerio Pastorale utilizzando proprio l’arte e la musica per far nascere una chiesa a Torino, che ha deliziato l’uditorio con Canti Ebraici di un’intensità e di una potenza vocale notevole, che hanno coinvolto alcune sorelle e la piccola Shir nelle danze ebraiche che sono state molto apprezzate e che hanno completato in un’atmosfera gioiosa la prima giornata di questo convegno, proprio in concomitanza con Rosh ha Shana’, il Capodanno Ebraico 5776.

Il Pastore D’Angelo ha anche presentato una breve riflessione tratta da Isaia 11:11-12 sottolineando come Dio ha fatto ritornare per la prima volta gli esuli di Israele da Babilonia mentre per la seconda volta, cioè ai nostri giorni, li sta raccogliendo dai quattro angoli della terra.

Nonostante le pessime condizioni meteo, domenica 13 settembre ha visto la sala dello Spazio Congressi Evergreen di via Sacchetti 1 Vigevano, luogo di culto della “RIVER CHURCH”, colma di persone ansiose di poter riprendere il convegno e le aspettative non hanno deluso in quanto i canti della tradizione Ebraica presentati dalla Corale “Arpa di Davide”, nonostante la copiosa pioggia che cadeva dal cielo, hanno riportato il sole nella sala, ristabilendo gli equilibri della giornata precedente e illuminando i cuori di tutti i partecipanti.

Dopo un breve messaggio del Pastore Eduard Ottoboni che raccontandoci anche una simpatica storia ci ha fatto comprendere come il Signore abbia sempre gli occhi puntati su di noi, la parola è passata al Pastore Corrado Maggia che con la sua nota precisione, coadiuvato anche da alcune slides, ha affrontato il tema particolare e di grande interesse riguardante “Il ritorno di Gesù Cristo”. E quanto Gesù sia vicino lo si è capito dal fatto che delle 737 profezie riportate nelle Sacre Scritture, 594, cioè l’81% si siano già adempiute, mentre 143, cioè il 19%, debbano ancora avverarsi. Con Matteo 24:3 che ci presenta un Gesù seduto sul Monte degli Ulivi con i discepoli che Gli domandano: “Dicci quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?“ incomincia la ricca presentazione di quegli eventi che ci faranno comprendere che Gesù è alle porte. Falsi profeti, guerre, rumori di guerre, oppressione, carestie, terremoti, apostasia della chiesa, raffreddamento, predicazione dell’Evangelo in tutto il mondo, “……allora verrà la fine” (Matteo 23:14), senza però dimenticare Matteo 23:13 che dice: “ Ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato” rimarcando che sì, è per grazia che siamo salvati, ma che dobbiamo continuare il nostro cammino in obbedienza a testa alta, senza mai fermarci. Interessanti poi tutti i passaggi in Luca 21:25, Atti 19-21, 2Tessalonicesi 1:8 e 2:3, Gioele 2:32, Zaccaria 14:8 e ovviamente Apocalisse 5, 6 e 7 “I sette sigilli”, Apocalisse 8,9,10 e 11 “Le sette trombe” e Apocalisse 16 “Le sette coppe” che, è stato chiarito, non debbono essere interpretati come avvenimenti uno in cascata all’altro ma vanno letti e compresi nel loro insieme come eventi che a volte si sovrappongono. In conclusione, alla luce delle Scritture, dobbiamo tenere gli occhi ben aperti su ciò che succede nel mondo per essere pronti al ritorno di Gesù tenendo però bene in mente quanto ci dice Apocalisse 3:5 e cioè “Chi vince sarà dunque vestito di vesti bianche ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita”, segno che senza quell’abito bianco, simbolo se vogliamo della giustizia dei santi, il Signore potrà anche cancellarci da quel libro della vita nel quale forse pensavamo che il nostro nome fosse stato scritto definitivamente con inchiostro indelebile.

Come sempre, purtroppo, il tempo si è dimostrato tiranno e quindi il Pastore Maggia si è dispiaciuto di non aver potuto completare tutto lo studio, rimandandoci così alla sua letteratura sull’argomento. Poco tempo è rimasto anche al Pastore Ivan Basana che avrebbe voluto parlarci ampiamente di: “Che fare? Progettare il futuro assieme ai Messianici significa vivere nelle profezie” e quindi si è limitato a ricordarci, come già fatto in altre occasioni, il famoso concetto delle 3P e precisamente:

Pregare:

pregare costantemente per la pace di Gerusalemme ricordando anche che la prima domenica di ottobre sarà la giornata mondiale di preghiera per la pace di Gerusalemme.

Provvedere:

contribuire con un sostegno economico per Israele (non dimentichiamo come già detto, che l’80 % della loro spesa va nella difesa).

Portare:

facciamo conoscere a fondo la realtà di questo Popolo e di questo Paese ai nostri famigliari, fratelli, amici, conoscenti attraverso viaggi, film e pubblicazioni.

La giornata si è conclusa con la corale “ Arpa di Davide” che, su richiesta del Presidente EDIPI, ci ha deliziato nuovamente con i commoventi brani “Gerusalemme d’Oro” e l’Inno Nazionale Ebraico “Hatikvah” cantato anche dal pubblico in standing ovation.

Laura Calasso 14 settembre 2015

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